Cocaina purissima, destinata al mercato delle notti del Tigullio. Polvere bianca che sarebbe stata consumata in locali e discoteche della Riviera. Sarebbe, perché lo stupefacente, un carico definito «rilevante» dagli inquirenti, è stato sequestrato e così sottratto al sempre fiorente mercato della droga.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Sestri Levante, retta dal capitano Fabio Benincasa. I militari hanno arrestato, sul finire della settimana scorsa, una donna di 40 anni, casalinga, residente nel quartiere di San Siro a Santa Margherita. Nella sua abitazione gli uomini in divisa hanno rinvenuto tre etti di cocaina.
Lo stupefacente era molto puro, e doveva ancora essere tagliato, cioè mescolato ad altra sostanza per farne aumentare il peso. E quindi i guadagni per chi lo vende ai tossicodipendenti. L’indagine è tuttora in corso, ed è per questo che i dettagli della vicenda non sono stati del tutto chiariti. Fonti vicine alla Procura della Repubblica di Chiavari confermano però che l’arresto è andato in scena circa una settimana fa. I carabinieri erano da tempo sulle tracce di un cittadino albanese che si sospettava essere coinvolto in un traffico di droga nel Tigullio. Lo straniero, da qualche tempo, aveva intrecciato una relazione con la quarantenne di “Santa”. La donna, peraltro, risulta già sposata, e sembra aver lasciato il marito (dipendente di un’azienda che lavora per il Comune) per stare con l’albanese.
La pista seguita dagli inquirenti ha così portato gli uomini in divisa all’abitazione della donna a San Siro, luogo frequentato dallo straniero. E all’interno dell’alloggio sono stati trovati i tre etti di droga. Per questo fatto la quarantenne è stata arrestata, con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Dello straniero, però, non c’era nessuna traccia. La donna è stata così accompagnata al carcere femminile di Pontedecimo. Dopo un paio di giorni in cella, le sono stati concessi gli arresti domiciliari a Santa Margherita. Martedì è stata interrogata dal magistrato, in Procura a Chiavari. Su quanto da lei dichiarato nulla trapela, ma è chiaro che sarà necessario stabilire come la cocaina sia entrata nella sua casa, e che ruolo potesse avere la casalinga nell’attività di spaccio della polvere bianca.
Le indagini proseguono sul fronte dell’individuazione dell’albanese che saltuariamente dimorava nella casa di San Siro. E di eventuali suoi complici. L’ipotesi degli inquirenti è che vi sia una rete di trafficanti stranieri che operano in diverse località del Tigullio, tra cui appunto, Santa Margherita. La cocaina, una volta tagliata, avrebbe aumentato di quasi il doppio il suo peso. Venduta ad un prezzo che solitamente si aggira sui cento euro al grammo, la droga avrebbe fruttato agli spacciatori circa 50.000 euro.
Simone Schiaffino
da Il Secolo XIX del 29 Luglio 2010
