Abbattere il debito e’ un imperativo cui nessuno si deve sottarre, per ovviare ad “una fragilita’ che potrebbe costarci cara”. E’ “nostro fondamentale interesse nazionale”. Lo ha detto Giorgio Napolitano, parlando alla settima assemblea degli ambasciatori. “Confido che in questi riferimenti possano riconoscersi tutte le forze politiche impegnate, pur con posizioni distinte, a procedere nel duplice difficile cammino del riordino della finanza pubblica e della riforma degli assetti istituzionali e delle strutture dello Stato”, ha aggiunto il Capo dello Stato. Il quale ha auspicato: non dovrebbe essere difficile il convenire sulla necessita’ di dare la priorita’, anche in termini di risorse, a politiche pubbliche di medio e lungo periodo per garantire sul futuro del paese; e sulla necessita’ di salvaguardare, rinnovare ma non mortificare, funzioni e strutture portanti dello stato nazionale. Tra queste certamente quella della politica estera e della diplomazia, che ne e’ strumento insostituibile”.
Esiste “un equivoco da scongiurare: quello che l’assetto istituzionale di qualsiasi stato possa privarsi di funzioni e strutture necesariamente unitare a livello nazionale. Il nostro stato sta vivendo un’evoluzione in senso federalistico che trae ispirazione dsll’articolo 5 della Costituzione repubblicana e muove dall’attuazione del Titolo V. Ma anche in stati di antica e consolidata tradizione federale, funzioni come quella della politica estera non sono giudicate
trasferibili dal centro alle istituzioni regionali e locali, perche’ non frammentabili, e dovunque si intende che eredita’
ed esperienze come quelle della diplomazia nazionale non possono essere disperse o impoverite se non a costo di un danno irreparabile per il prestigio e il ruolo internazionale del paese”.
Liberazione del 27 Luglio 2010
