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Poesia: “Consiglio comunale”

Poesia: "Consiglio comunale"(A.Cacciola Donati – Onda International, 08/10/17) – Facente parte dell’antologia “Sbigottiti”, di prossima pubblicazione, la seguente poesia rappresenta anche un omaggio al movimento futurista.

CONSIGLIO COMUNALE

Una sera,
dei signori e delle signore,
si riuniscono
in una bella sala
adornata di affreschi
e mobili altisonanti.
Sul fondo,
spiccano delle bandiere
e degli scudi,
sovrastando
un grande tavolo centrale.
Ai lati,
due piccole tribune
si fronteggiano:
destra e sinistra.
Verso l’ingresso,
lo spazio per il pubblico
è composto da due annoiati giornalisti
e da un paio di persone,
forse parenti o amici.

Ad uno ad uno,
i rappresentanti del popolo
si alzano,
si avvicinano al microfono
e, come in una recita,
parlano dei massimi sistemi:
dell’andamento dell’economia mondiale,
della democrazia,
degli equilibri politici,
delle bontà del re del Marocco, etc. …
Mai il seppur piccolo cenno
alle cose di quaggiù
che sono chiamati ad amministrare.

Come sono felici
quando siedono,
terminata l’esibizione notturna.
Si guardano intorno
cercando un cenno
di approvazione.
I colleghi,
per lo più,
erano troppo impegnati
con il loro telefonino,
forse organizzando
nuove attuazioni,
per poter ascoltare.
Pur tuttavia,
quelli dello stesso schieramento
annuiscono
con un cenno del capo.
Sembra quasi
una serata tra amici.
Sono presenti vari commercianti,
il farmacista, il tabaccaio,
il barista e tanti altri.
Anche se non li conosco,
sicuramente,
non saranno mancati
il medico e l’avvocato:
ci sono sempre
in un consiglio comunale!

Qualche battuta
detta a mezza voce,
scambi di convenevoli
e avanti con lo spettacolo.
Davvero un peccato
che manchi il pubblico!
D’altronde,
perché dovrebbe esserci?
Non solo al teatro e al cinema,
ma anche in televisione
(salvo i reality show),
sovente gli attori sono più bravi.
E poi c’è sempre il telecomando!

 

Copyright © 2017 by Angelo Cacciola Donati