Culture

Il mondo di Giovannino Guareschi a Santa Margherita Ligure

(Comunicato Stampa, 06/03/15) – Colori, umori e personaggi di “quella fettaccia di terra che sta tra il Po e l’Appennino”
Emanuela Castello, giornalista – sabato 14 marzo, ore 16.00

Le facciate dipinte
Il gusto per la decorazione pittorica e l’uso del colore: il linguaggio delle facciate
Alessandra Rotta
a cura di “La Corallina” – Associazione per le tradizioni liguri
domenica 15 marzo, ore 16.00

Spazio Aperto di Via dell’Arco, Santa Margherita Ligure

sabato 14
La “Bassa” è quella parte di Pianura Padana che, grazie alla disponibilità di acqua e alle opere di bonifica, è stata per molti anni sinonimo di una società agricola che ha caratterizzato anche il paesaggio, con le sue nebbie autunnali e le estati torride.
Qui nacque nel 1908 Giovannino (nome vero, non diminutivo) Guareschi, disegnatore, giornalista e scrittore, che in quel “Mondo piccolo” del secondo dopoguerra ambienta i suoi romanzi e racconti umoristici.
Di quel mondo Guareschi sa rendere i contesti, gli umori, i personaggi che non si esauriscono nei famosi don Camillo e Peppone, il sindaco comunista, ma che coinvolgono l’intero paese.
Di tutto questo parla Emanuela Castello, giornalista professionista e volto noto di “Tele Pace”, che interpreta lo spirito più profondo di Guareschi per dimostrare che “di fronte al cuore dell’uomo, alla sua umanità più vera e alle sue domande più brucianti (vita, amore, morte, affetti familiari) non
c’è ideologia che tenga, nera, bianca o rossa che sia.”
Il “Mondo piccolo”, dove la lotta politica si risolveva davanti a un bicchiere di Lambrusco, lo saluterà nel 1968, dopo un infarto, con poche parole “Zvanin l’è mort!” (Giovannino è morto).

domenica 15
Dicono che in Liguria si preferisse dipingere colonnati ed altri elementi architettonici, piuttosto che costruirli, perché si risparmiava: forse è un luogo comune che fa il paio con il peccato di avarizia attribuito ai liguri. In realtà la tecnica del “trompe l’œil”, inganna l’occhio, offre un’illusione pittorica già presente nella pittura greca e romana, che si svilupperà con il Rinascimento e diventerà un genere autonomo in epoca barocca.
A Santa Margherita il fenomeno delle facciate dipinte è una realtà molto estesa negli edifici del centro storico.
Ne parla a Spazio Aperto l’arch. Alessandra Rotta, che richiama il sapiente uso del colore e la ricerca di differenziazione nella creazione di un’immagine urbana frutto della fantasia e della capacità dei decoratori: tipica a Santa la figura del prof. Giovanni Franceschetti, “pittore di facciata” tra le due guerre.
Le finte architetture conservano ancora oggi un fascino particolare accresciuto nel momento in cui si scopre l’inganno visivo creato dall’abilità del pittore.

Entrambi gli incontri hanno il patrocinio del Comune di Santa Margherita.
Appuntamento sabato 14 e domenica 15 marzo alle ore 16.00, in via dell’Arco 38 a Santa Margherita Ligure.
L’ingresso, come per tutte le iniziative dell’Associazione “Spazio Aperto”, è libero e gratuito.
spazioaperto.sml@alice.it 0185 696475 www.gazzettadisanta.eu/spazioaperto/