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Rapallo, il comunale che non ha mai fatto mutua

Rapallo, il comunale che non ha mai fatto mutua(S.Pedemonte – Il Secolo XIX, 07/02/17) – Giorni di mutua, negli anni? Zero. «Il Signore, a quanto pare, mi ha donato una particolare resistenza fisica». Sorride, Antonio Gori. In realtà, qualche influenza con febbrone da cavallo l’ha pure fatta. Non è mica una creatura sovrumana, immune a qualunque virus. Però: «Anche con la febbre, sono venuto comunque in ufficio. Con che temperatura? Non uso il termometro». Nei giorni in cui vengono annunciati, fra le novità del Testo Unico del Pubblico Impiego, controlli mirati sui dipendenti statali “furbetti ” – quelli casualmente sempre ammalati al venerdì o al lunedì, per dire una delle casistiche più frequenti- Antonio Gori, dipendente comunale di Rapallo, è l’“anti furbetto”.

«Non sono una mosca bianca, però. Sia chiaro. Di dipendenti comunali come me ce ne sono. Purtroppo, però, poi accadono vicende come quelle di Sanremo e le conseguenze le paghiamo tutti, perché la tendenza è sempre quella di generalizzare. A vedere quanto facevano certi dipendenti a Sanremo mi sono vergognato». 59 anni, celibe, da sempre a Rapallo tranne una breve parentesi in Svizzera, Gori non manca mai. Anche il sabato o la domenica: perché, da dipendente dell’Ufficio Turismo con, fra le responsabilità, quella dell’Accademia Culturale di Rapallo e per manifestazioni, iniziative, cerimonie, è un po’ un jolly tuttofare, colonna del Comune.

Lo contraddistingue il suo essere sempre presente e il suo abbigliamento molto anni Settanta, fra camicie di flanella a quadretti, gilet e pantaloni a costine di velluto. «Non seguo la moda, mi piace quello che mi piace» ammette. Parentesi sul look che lo contraddistingue a parte, Gori riflette: «Ogni dipendente, non solo comunale, non dovrebbe approfittarsene soprattutto in un momento, come quello attuale, in cui molti vorrebbero ma non trovano un’occupazione. Chi, come me, ha la fortuna di avere un’occupazione deve rispettare se stesso, il proprio datore di lavoro, i colleghi e chi il lavoro non lo ha».

Il discorso vale ancora di più, per Gori, se il dipendente è pubblico «perché è stipendiato dai cittadini, con le tasse». Gori, che con il Comune di Rapallo lavora fin dal 1987, alla fine il posto fisso e a tempo indeterminato lo ha conquistato solo nel 2008. Prima, nel 2004, era stato assunto a tempo determinato e prima ancora, sempre con il Comune, era stato assunto all’Informagiovani. Da collaboratore, invece, il rapporto lavorativo continua da 30 anni, ormai. «Già nel 1984 ho allestito per il Comune la prima grande mostra filatelica con il Grande Ufficiale Arturo Fumel, a cui è seguita un’esposizione del Circolo Filatelico Numismatico e, sempre fra le prime mostre, una di grande spessore con la Marina e un’altra, sempre di richiamo, di strumenti musicali antichi con la ditta Paganini – racconta – l’allora sindaco, il professore Francesco Maria Ruffini mi ha dato la possibilità di essere il Coordinatore delle attività del Castello e dell’Auditorium delle Clarisse. Abbiamo portato molti dei più grandi, sul palco, come Arnoldo Foà».

Le mostre di pittura, gli appuntamenti dell’Accademia Culturale che coordina ancora oggi. Le cerimonie e le manifestazioni. Gori è sempre presente. «Sono una persona corretta, realista e non mi piace lasciare il lavoro a metà. Anche quando vado in ferie, lascio tutto a posto». Ci sono gli influenzati del venerdì. Ma c’è anche questa Italia qui, che funziona.

S.Pedemonte – Il Secolo XIX, Rapallo, il comunale che non ha mai fatto mutua

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