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L’omeopatia

L'omeopatia(A.Ballarini – Il Foglio, 20/05/16) – Chi la ritiene una superstizione per esaltati, chi non potrebbe più farne a meno. Comunque la pensiate, sparatene di grosse pro e contro in totale disinvoltura

– Acqua fresca. Essere contro.

– Sostenere che vi ha salvato la vita.

– La medicina occidentale va bene perché ti impedisce di morire, ma è del tutto incapace di identificare le cause della malattia. Arabescare a soggetto.

– Sintesi di pronto impiego: l’omeopatia cura l’essere umano, l’allopatia cura il sintomo. Dissertare a piacere.

– Scagliarsi contro i cosiddetti consulenti di medicina naturale. Chiedere provocatoriamente in che cosa siano laureati: in teoria della fuffa?

– Sostenere che, purché vi avessero curato, quando siete stati malati vi saresti rivolti anche agli stregoni Dogon.

– Ironizzare sul cosiddetto aggravamento fisiologico che coglie all’inizio di una terapia omeopatica.

– Se qualcuno sostiene essere unicamente autosuggestione, l’arma fine di mondo è rivelare che è efficace anche con gli animali. Abbandonando subito dopo la discussione, l’effetto è maggiore.

– Spiegare che, ancorché all’analisi chimica oltre una certa diluizione non risulti presenza di alcun principio attivo, l’analisi allo spettrografo (va bene anche qualunque altro strumento, purché sufficientemente misterioso) del rimedio omeopatico rivela le frequenze del principio attivo in oggetto.

– Almeno non fa male: al contrario dei farmaci tradizionali che fanno bene da una parte e fanno male da un’altra. Se l’uditorio lo consente, parlare dell’ambivalente etimologia di pharmakon (veleno/medicina) attesta un cospicuo bagaglio culturale.

– Ricordare che l’India – che non è una cultura nata ieri – la riconosce nel sistema sanitario nazionale.

– Proclamare alto e forte che il principio similia similibus curantur (il simile cura il simile) è una gigantesca cazzata. Altrimenti non si spiegherebbe quella carogna del/la vostro/a consorte.

– Avere fatto i conti e scoperto che, fatte le debite proporzioni, certe gocce omeopatiche costerebbero 4000 Euro al litro, praticamente il prezzo di uno Cheval Blanc del 1961.

– Scagliarsi contro l’omeopatia, bollandola come superstizione romantica per teutoni gonzi. Per non passare da positivisti ottusi, di seguito dimostrare profondo rispetto per la millenaria tradizione medica cinese.

– Quando qualche amico, notoriamente dedito all’omeopatia, sta male, ricordargli subito che gli antibiotici, quando ci vogliono, ci vogliono. Ecchecazzo!

– Se la serata sta attraversando un momento di stanca, ravvivarla lanciandosi in un ardito excursus intellettuale teso a insinuare che omeopati, vegani e talebani appartengano tutti a un medesimo milieu culturale. Lasciare la compagnia prima della rissa.

– Uno dei massimi divertimenti politicamente scorretti è sostenere i concetti meno trasparenti dell’omeopatia con indomiti razionalisti (l’ideale sono i medici allopati integralisti), fino a che non gli si vede affiorare la vena temporale.

– Sostenere che l’omeopatia va bene se si ha molto tempo a disposizione. Continuare a soggetto.

– I tedeschi sono molto avanti nel campo. Non aggiungere altro.

– In salotto si fa quasi sempre bella figura chiedendo a chi lamenta l’assoluta inefficacia dei granulini e delle goccine: “Ma tu lo usi il dentifricio specifico?”. Se si ottiene una risposta negativa si è fatto bingo e si può far partire una lunga e articolata pippa sulle corrette modalità di assunzione dei farmaci omeopatici. Attenzione a non sembrare fanatici.

– Non è più questione di rimanere in salute. È questione di trovare una malattia che ti piaccia. (Jackie Mason)
Original source: http://www.ilfoglio.it/manuale-di-conversazione/2016/05/20/lomeopatia___1-vr-142219-rubriche_c158.htm

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