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’Ndrangheta nel Tigullio, nuovi arresti e sequestri

’Ndrangheta nel Tigullio, nuovi arresti e sequestri(Il Secolo XIX, 16/03/17) – Il sostituto procuratore Alberto Lari sintetizza tutto con una frase, che è un’accusa: «Questa non è una mafia povera». Parole giunte nel giorno in cui l’inchiesta sulle infiltrazioni della malavita calabrese nella città e nell’amministrazione lavagnese, da lui coordinata, si è arricchita di un nuovo tassello. Un ulteriore fascicolo che ieri ha portato in carcere, su ordinanza di custodia cautelare, Paolo Paltrinieri, 48 anni, residente a Sestri Levante, e Alfred Remilli, cittadino albanese di 41 anni. Ma ha anche incrementato le accuse nei confronti di due dei protagonisti dell’indagine principale.

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L’ordinanza di ieri infatti è arrivata anche a Francesco Antonio Rodà e Antonio Rodà, sempre rinchiusi in carcere dal 20 giugno scorso, quando erano stati arrestati per associazione a delinquere di stampo mafioso perché considerati dalla procura e dalla squadra mobile membri del gruppo ’ndranghetista di Lavagna. La nuova indagine, maturata dopo il blitz, approfondisce tre aspetti fondamentali di questa vicenda: l’usura, l’attività di Paltrinieri e Rodà con le video lottery e le slot e lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Ed è proprio sui prestiti che emergono casi inquietanti, capaci di dimostrare la capacità di penetrazione nel tessuto sociale ed economico di quello che, per gli inquirenti, era il Locale del Tigullio, emanazione del clan ‘ndranghetista calabrese Casile-Rodà. Nel fascicolo di inchiesta ci sono prestiti da centinaia di migliaia di euro. Di povero, appunto, non c’è nulla. Così come non erano favorevoli i tassi di interesse chiesti ai debitori, secondo gli investigatori dello Sco diretti da Marco Calì e Alessandro Carmeli. Tassi ritenuti usurari, anche del 10 per cento in più ogni mese.

E usura ed estorsione, nonché abusiva attività finanziaria, sono i reati contestati ora a Francesco Antonio Rodà e Paolo Paltrinieri. Condotte che sarebbero state portate avanti con un metodo mafioso, spesso chiedendo, davanti all’impossibilità dei debitori di restituire quanto avuto, la cessione di attività.
Il Secolo XIX, ’Ndrangheta nel Tigullio, nuovi arresti e sequestri

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