Liguria

Gambatesa, la Regione scrive: Valutare lo stop al trenino

Gambatesa, la Regione scrive: Valutare lo stop al trenino(D.Grillo – Il Secolo XIX, 14/12/16) – Prima il deragliamento con bimbi in lacrime nel giorno del taglio del nastro. Poi – domenica – la nuova denuncia di un passeggero con tanto di sopralluogo dei carabinieri. Troppe emozioni, in un solo weekend (lungo) di esercizio, per non destare un bel po’ di subbuglio attorno alla ripartenza dell’ex sito minerario, ora turistico, di Gambatesa.

Così la Regione – che pure non ha alcun ruolo di “controllore” – ha inviato una lettera ai vertici dell’ente proprietario, il Parco dell’Aveto (che ha affidato la gestione alla società bergamasca Ski Mine), invitandolo «visti i fatti verificatisi, riportati anche dalla stampa», «a prevedere tempestive azioni sull’impianto tali da riportare la piena sicurezza sullo stesso». Valutando anche se sia opportuno, per il tempo necessario ad eseguire le verifiche, «sospendere le visite sul trenino». La firma è dell’assessore a Turismo e Sviluppo economico Edoardo Rixi.

La miniera-museo chiuderà? «Nient’affatto – sgombra il campo Michele Focacci, presidente del parco dell’Aveto – si sistemeranno i problemi riscontrati e si cercherà di migliorare e aumentare la sicurezza». L’obiettivo è anche una corsa contro il tempo: il prossimo fine settimana sono attesi almeno altri quattrocento visitatori. Piccoli interventi, cartelli “manleva” e numeri contingentati. Questa la ricetta che tecnici e progettisti stanno tentando di confezionare a partire da ieri. All’ingresso dell’impianto e in più punti del percorso di visita verranno sistemati cartelli che invitano alla prudenza e precisano la particolarità dell’esperienza che si è scelto di intraprendere. Secondo: gli addetti, all’ingresso, sottoporranno alla firma dei turisti un’informativa che elenca i rischi , un po’ sulla falsariga di quanto accade, ad esempio, quando si decide di gettarsi da un viadotto con un elastico o ci si diletta percorrere un torrente in piena a bordo di un gommone.

Il messaggio è chiaro: un’ex miniera, seppur “ex”, è qualcosa di molto diverso dal tranquillo museo di minerali di una pro loco. E comporta l’accettazione preventiva di rischi e imprevisti. Allo studio c’è poi un ragionamento relativo al contingentamento degli ingressi, leggasi numero chiuso. Il sospetto dei tecnici, soprattutto dopo l’incidente occorso domenica, è che un eccessivo affollamento possa risultare troppo provante per gli antichi binari del trenino (sui quali, comunque, in queste ore si sta intervenendo con rinforzi).

Il numero dei visitatori, pertanto, potrebbe essere ristretto a un massimo di duecento, e si potrebbe prospettare anche la possibilità di vietare l’esperienza a persone con disturbi fisici, ai piccolissimi e agli anziani. Nessuna scelta in questo senso, tuttavia, è stata al momento intrapresa . Va detto, a onore degli sforzi di chi l’ha resa possibile, che la rinascita di Gambatesa è figlia di un misto di opportunità, entusiasmo e necessità. La pista ferrata del trenino è ormai vetusta: «con un finanziamento dieci volte superiore – rivela un addetto ai lavori – si sarebbe valutata seriamente l’ipotesi di sostituire i binari, così come è stato fatto in diversi altri siti minerari trasformati in attrazione turistica».

Al di là dei sogni, è anche vero che mancano, all’appello, 50 mila euro reputati necessari a concludere la prima fase del progetto di riapertura, fondi che dovrebbero arrivare ma per l’invio dei quali non sono stati fissati tempi certi. Insomma: si è fatto il massimo con quanto disponibile in termini di risorse. E in assenza – ne parliamo in un altro articolo di questa pagina – di un quadro normativo preciso. La stessa Regione, nella suddetta lettera di Rixi, sottolinea il valore di questa operazione «apprezzabile per le potenzialità sotto il profilo economico e turistico». Ma esiste più di un timore che questa partenza, mezza falsa, possa causare più di un guaio di immagine. E non solo all’ex miniera trasformata in museo.
D.Grillo, Il Secolo XIX – Gambatesa, la Regione scrive: Valutare lo stop al trenino