Abbiamo avuto il piacere di intervistare Jurij Ricotti, fonico, arrangiatore, insegnante di chitarra
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Jurij Ricotti, fonico, arrangiatore, insegnante di chitarra.
Jurij ha collaborato con artisti nazionali ed internazionali, da Withney Spears a Renato Zero, ha frequentato corsi di specializzazione a Boston per studiare Jazz, Midi e Hard Disk Recording.
Ha proseguito la sua attività con Rondo’ Veneziano e scritto la colonna sonora del film di Lamberto Bava “The torturer” (Il torturatore), assieme al direttore d’orchestra Paolo Vivaldi.
Successivamente, arriva il suo primo cd solista, un progetto lounge, per la Warner Chappell.
Jurij ha recentemente realizzato il mastering del brano “Ti vorrei sollevare“, della cantante Elisa.
D.: Quando hai capito che nella vita volevi fare il musicista?
R.: Da sempre.
Nasce tutto da un regalo di mio padre, quando avevo all’incirca quattro anni.
Mi regalò un giradischi e fu il mio primo gioco.
La cosa divertente è stata che, essendo un bimbo, riconoscevo i dischi solo dal colore ed ascoltavo ogni genere di dischi trovassi in casa.
Sono convinto che una persona nasca con delle attitudini, che vanno poi sviluppate.
Evidentemente, io “dovevo” fare il musicista”!
D.: Parlaci delle tue evoluzioni musicali. Da dove sei partito?
R.: Ho iniziato col “Death Metal”, un genere super estremo, tuttora esistente.
Mi sono poi avvicinato al “Jazz”, conseguendo il diploma alla “St. Louis Jazz Academy” di Roma.
Ho composto generi diversi, continuando ad occuparmi di “Metal”, che è quello che poi mi ha permesso di essere quello che sono attualmente, ma ascoltando e componendo un po’ di tutto.
D.: Che genere di Musica ascolti e che genere non ascolti perché non ti trasmette nulla?
R.: La Musica mi trasmette sempre qualcosa, per cui ascolto tutti i generi, anche ciò che non mi piace, come l’espressione della banalità.
Il mio è un modo diverso di sentire la Musica, in quanto vado oltre l’ascolto Ad esempio, presto attenzione ai suoni utilizzati negli arrangiamenti.
Amo i cantautori della scena romana, tra cui: Simone Cristicchi, Pier Cortese, Gian Franco Mauto.
D.: C’è un lavoro discografico che non ti stanchi mai di ascoltare?
R.: Si, è “Dark side of the moon” dei Pink Floyd.
D.: Un complimento che hai ricevuto e un fallimento che ritieni tale, nell’ambito del tuo lavoro.
R.: Nel 2000, quando ho realizzato con la Warner il mio primo disco di musica lounge, alcune persone mi hanno riferito che ascoltavano i miei brani quando erano in compagnia di persone a loro care.
Mi ha fatto enormemente piacere venire a conoscenza che trasmettevo positività e gioia di stare insieme.
Ho ritenuto di aver fallito quando non sono riuscito con la mia Musica a trasmettere le emozioni che avrei voluto e la mia arte è stata così fraintesa. Ma questo è l’eterno gioco della musica…
D.: Come si supera il giudizio negativo?
R.: Migliorandosi sempre di più, dimostrando di valere.
D.: Cosa deve fare un Artista per potersi affermare?
R.: Essere sempre se stesso e non qualcos’altro, per potersi esprimere appieno.
D.: Con quale Artista vorresti collaborare?
R.: Con Gino Vannelli e magari realizzare un progetto metal con Gatto Panceri!
…e con Vasco Rossi, andrei a suonare gratis!
D.: Descrivici cos’è per te il talento?
R.: Il talento è innato, intende unicità e non pone limiti.
Si ha quando si sa fare una cosa che altri non sanno fare.
Ci sono persone che realizzano con facilità e naturalezza ciò che altri faticano a realizzare, o forse non arriveranno mai a poter realizzare.
Il musicista, da solo, non può esistere, necessita di collaborare con persone che credano in lui.
Infatti, l’Artista non è solo colui che si vede dall’esterno, bensì è tutta la sua équipe, che lo aiuta a realizzare un progetto e, di conseguenza, se stesso.