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Il “quizzone” più facile del previsto

Studenti
Ora che anche l’ultimo esame scritto è un ostacolo lasciato alle spalle


Ora che anche l’ultimo esame scritto è un ostacolo lasciato alle spalle, i maturandi del 2009 si preparano all’orale. La paura per il temuto “quizzone”, la terza prova scritta con domande di diverse materie, è stata vissuta come il penultimo giro di un Gran Premio, quello che precede il rush finale. «Adesso abbiamo ancora qualche giorno per prepararci al meglio in vista dell’orale - spiega Ilaria Giurleo dell’Istituto Bergese - La terza prova non è stata facile ma tutto sommato l’atmosfera era tranquilla e si può dire che gran parte dell’ansia ce la siamo creata da soli».

 

Ed è proprio l’ansia l’incubo ricorrente degli studenti all’uscita della terza prova. Più che paura vera e propria è il timore di fare scena muta all’ormai prossimo orale, sbagliare le domande. «In effetti pensavo che sarebbe stata molto più dura - ammette Claudio Biagini, studente del liceo Leonardo Da Vinci - Durante l’anno abbiamo fatto molte simulazioni, in cui le domande erano molto specifiche e comprendevano un programma molto vasto. Nei fatti in questo test le domande erano piuttosto generali, dunque non era troppo difficile rispondere».

 

I quesiti della terza prova, contrariamente agli altri, vengono decisi dalle singole commissioni, che si muovono con una certa autonomia all’interno di una cornice predisposta dal ministero. A spaventare di più i ragazzi, più della difficoltà in sé, è la vastità delle materie e dei programmi che si trovano ad affrontare.

 

Tutti giurano di non aver copiato. Poi spesso ci ripensano: «Vabbé qualche aiutino, ma niente di che». «Il fatto è che i giornali hanno rivelato tutti i trucchi migliori in anticipo - lamenta un po’ ironica Monica Ariotti, dell’istituto Vittorio Emanuele - I professori sapevano ogni cosa. Controllavano persino gli orologi, per vedere se qualcuno aveva quello con l’hard disk incorporato. Un’invenzione geniale. Detto questo, io non ho copiato nulla». «Il fatto è che con tutta questa sorveglianza il rischio è davvero altissimo», dice sicuro Simone Negro, del Cassini.

 

Per molti l’ostacolo più duro è rappresentato dai membri esterni della commissione. «Erano troppo severi - racconta Davide Bottazzi dell’Istituto Rosselli - La loro presenza ci agitava, ci controllavano di continuo, mentre i nostri professori cercavano di rilassarci».

 

Il peggio per i più è alle spalle, ma non sarà facile aspettare la pubblicazione del tabellone dei risultati degli scritti, che indicherà chi sarà ammesso alla prova orale e il voto a cui può aspirare chi è passato. «Speriamo bene - mormora Carlotta Schenone, del liceo Da Vinci - Da qui in avanti userò ogni momento disponibile per ripassare».

 

Non tutti sono di questa scuola, come dimostra la stazione di Sestri Ponente, che all’ora di pranzo è stata presa d’assalto d’assalto da tanti che avevano già programmato il pomeriggio, a prescindere dall’esito della terza prova. «L’importante è che sia finita», spiega Federico Rossi che esce dalla classe indossando già vistosi occhiali da sole. «Alcuni avevano anche due zaini - spiega - Uno per l’esame e l’altro con gli asciugamani».

 

Il divertimento sembra essere dunque la risposta di tanti maturandi ai metodi dei dottori che, in vista dell’orale, consigliano a tutti di andare a dormire presto, mangiare sano e leggero ed evitare di stancarsi troppo.

 

Il Secolo XIX del 30 Giugno 2009

30-06-2009
Marco Grasso Matteo Politanò


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