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Capo Verde, ecco il progetto-darsena

Capo Verde
All’esame del Comune c’è un nuovo progetto
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All’esame del Comune c’è un nuovo progetto, in versione allargata rispetto a quello presentato in precedenza, per l’ampliamento del polo cantieristico navale di Capo Verde, con la costruzione di una darsena.

 

Lo ha presentato la società Marina degli Aregai, che fa capo al gruppo Cozzi Parodi, a firma dell’architetto genovese Paolo Bandini, che è anche il progettista di Area 24 per la pista ciclo-pedonale sull’ex ferrovia e le opere connesse. Già illustrata dalla società al commissario Umberto Calandrella, l’iniziativa ha però indotto il settore urbanistica di Palazzo Bellevue a chiedere una serie di documenti integrativi, e soprattutto ulteriori elementi a giustificazione del considerevole ampliamento della darsena. L’intera questione dovrà essere esaminata dalla nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco Maurizio Zoccarato, e in particolare dall’assessore all’urbanistica Alessandro Dolzan.

 

Del polo cantieristico e della darsena a Capo Verde, tra il depuratore e la foce del torrente Armea – dove già operano i “Cantieri del Mediterraneo” – si parla da anni, anche con un aspetti controversi, legati al rapporto tra pianificazione pubblica e iniziative private, alla concessione delle aree demaniali litoranee e alla necessità di fare posto in quella zona ai due cantieri che oggi lavorano, creando mille problemi di convivenza, all’interno del porto vecchio di Sanremo.

 

L’insediamento a Capo Verde è stato previsto nel Prusst, il Piano di riqualificazione urbanistica concordato tra Comuni e Regione e agganciato al recupero dell’ex ferrovia. Come soggetto attuatore si è fatta avanti appunto la società Marina degli Aregai, che è già concessionaria nella zona di un’area di 11.105 metri quadrati, su cui si trova un cantiere navale, al fianco dei “Cantieri del Mediterraneo” che comprendono un capannone e uno scalo di alaggio, su una superficie di 4.338 metri qudrati.

 

Più a ponente esiste un’ulteriore e strategica area demaniale che una società dello stesso gruppo Cozzi Parodi, la “Gestione cave”, aveva ottenuto in concessione temporanea dalla Capitaneria, come punto di imbarco dei materiali provenienti dalla Cava di Carpenosa. Sul mantenimento di questa concessione era nato appunto un conflitto con il Comune, così come sul molo d’attracco, che è stato poi quasi completamente demolito dal mare. Palazzo Bellevue ha pianificato la zona attraverso uno Schema di assetto urbanistico redatto dall’ingegnere Gianluigi Pancotti, la società Marina degli Aregai si è inserita con la sua proposta.

 

In base al bando lanciato nell’autunno scorso dall’ex amministrazione Borea (per far interagire opere pubbliche e interventi privati, con la possibilità di agevolazioni da parte della Regione), “Marina degli Aregai” ha presentato il nuovo progetto, che riduce la quota dei capannoni, per non compromettere la visuale dalla sovrastante pista ciclabile, e amplia notevolmente la darsena, arrivando a impegnare una superficie complessiva di 37 mila metri quadrati: 25 mila destinati alla stessa società, e 12 mila ad accogliere i due cantieri oggi situati nel porto vecchio di Sanremo. A breve dovrebbe invece partire la demolizione e ricostruzione del capannone dei “Cantieri del Mediterraneo”, già approvata dal Comune.

 

Dal gruppo Cozzi Parodi fanno sapere che «si tratta di un’iniziativa ancora tutta da definire, e strettamente legata alle finalità cantieristiche navali».

 

Il Secolo XIX del 23 Giugno 2009

24-06-2009
Claudio Donzella


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