«Questa giornata così importante ci fa ricordare il fascino di questa Imperia, fascino talmente forte da attirare un personaggio come Grock, un grandissimo nella storia dello spettacolo del mondo». Lo ha detto ieri mattina il ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajola, intervenuto con la moglie, Maria Teresa Verda, all’inaugurazione dei lavori di restauro della villa che fu dimora del celeberrimo clown svizzero. I lavori, appena conclusi, hanno restituito alla villa l’antico splendore frutto del genio dell’artista che la progettò a sua immagine e somiglianza. Ora la prestigiosa residenza sulle alture di Oneglia, di proprietà della Provincia, è a disposizione della città. «La pervicacia del presidente Giuliano, il suo grande amore nei confronti del territorio - ha aggiunto Scajola - e le diverse risorse da parte della Fondazione Carige e del Governo Berlusconi, ci riconsegna un’opera splendida che non solo deve servire per valorizzare il passato di questo territorio, ma anche come opportunità di crescita per il futuro».
Per Gianni Giuliano la restituzione di villa Grock («un “circo di pietra”», l’ha definita nel suo intervento) è stata anche il commiato dal ruolo che ha svolto per quasi due mandati amministrativi. Ma prima di congedarsi ha già tracciato il percorso per far rivivere l’affascinante dimora di Adrien Wettach. «Il restauro - ha detto è stato pensato per realizzare il progetto “Museo del clown”, che completa un lungo iter di recupero oggi sotto gli occhi di tutti, in modo da restituire alla fruizione pubblica un bene straordinario, per storia e architettura, rispettando la figura di Grock attraverso la predisposizione di un itinerario di visita che valorizzi la dimensione internazionale dell’universo del circo con le sue magie e le sue sfide. L’idea è quella di immergere il visitatore nel contesto di una clownerie divertente e coinvolgente».
Giuliano ha spiegato come saranno “reinventate” con interventi scenografici leggeri ed estremamente rispettosi degli ambiti architettonici e delle indicazioni di restauro, alcune sale dedicate ai copioni di Grock. Il progetto prevede anche spazi dedicati all’approfondimento, agli studi e alle ricerche universitarie in collegamento on line con le banche dati specializzate.
«Solo Montecarlo - ha concluso Gianni Giulano - ha sinora saputo valorizzare l’arte circense attraverso iniziative di massima visibilità mondiale. Con questa iniziativa la Provincia di Imperia potrà aggiungere nel panorama dell’offerta culturale innovativa, un prodotto in grado di destagionalizzare i flussi turistici, che guarda al mondo del circo».
Di data storica ha parlato subito dopo il sindaco di Imperia Paolo Strescino il cui pensiero è andato ai giovani che rimproverano a Imperia di offrire pochi spazi. «Villa Grock - ha detto - sarà un punto di riferimento importante uno spazio che può riempire il tempo libero degli imperiesi, un contenitore di cultura dove ci proponiamo, già a partire dalla prossima edizione, di portare uno o più appuntamenti del Festival Grock dedicato all’arte circense».
La prossima tappa sarà valorizzazione dei giochi d’acqua ideati dal genio di Adrien Vettach. «E’ l’impegno che la Provincia si dovrà assumere», è stata l’esortazione del ministro. Ma Claudio Scajola ha strappato l’applauso al pubblico presente all’inaugurazione quando ha chiesto un maggior impegno agli amministratori pubblici e alle forze dell’ordine per colpire chi devasta il bene pubblico, chi imbratta e deturpa le città. «Chi rompe le panchine, scrive sui muri, getta tutto per terra deve essere punito. Fate andare in giro dei poliziotti, dei carabinieri, dei finanzieri in borghese, fateli andare di notte nei punti che tutti conosciamo e prendete i vandali».
Tornando a villa Grock Scajola ha concluso con un riconoscimento a coloro che hanno compiuto il restauro da chi lo ha progettato a agli operai che lo hanno realizzato a chi ha dedicato al recupero di un bene così prezioso e importante e tempo e risorse: da Giuliano che («che non dà l’addio ma oggi fa inizia una sua nuova attività amministrativa»), alle associazioni degli amici di Grock (ingegner Lavezzi e Domenico Gandolfo) che «hanno tenuto per tanto tempo la fiammella accesa».
Il Secolo XIX del 18 Gennaio 2009