Una mega operazione edilizia all’orizzonte, o meglio, alle spalle, del palazzo della salute di Imperia
Una mega operazione edilizia all’orizzonte, o meglio, alle spalle, del palazzo della salute di Imperia: un autentico villaggio, duecentocinquanta appartamenti, in una zona praticamente tutta in fregio a via Acquarone e sotto il boschetto della Romita che oggi non è neppure destinata a edilizia residenziale. La colata di cemento sembra sia la contropartita necessaria per far realizzare la tombinatura di rio Artallo.
Ma procediamo con ordine. Tutto ruota attorno al progetto relativo alla costruzione del Palasalute che è stato definitivamente approvato l’altra sera dal consiglio comunale di Imperia. La sua realizzazione, però, non potrà prescindere da un’importante e assai costosa messa in sicurezza del rio Artallo, sempre a rischio di esondazione.
Senza la tombinatura del corso d’acqua, infatti, il Palasalute, il cui progetto è già stato ridimensionato rispetto a quello originario, non si può costruire, e siccome l’Asl ha già fatto sapere che non intende accollarsi i due milioni di euro necessari per coprire il torrente, in Comune si sta valutando l’ipotesi di una variante al piano regolatore per cambiare la destinazione d’uso della vasta area dove oggi sono previsti solo edifici da adibire a servizi.
Una variante, infatti, potrebbe trasformare l’area in zona residenziale e pertanto appetibile ai privati o ai propietari dei terreni. Ma quanto appetibile? Se in assenza di tombinatura non si può costruire il palasalute, utile alla collettività, men che mai si potranno realizzare alloggi! O, quanto meno, chi intendesse edificare nelle attuali condizioni per rispettare i limiti e le distanze dal rio Artallo dovrebbe ridimensionare le proprie possibilità edificatorie. A meno che non si accolli l’onere della tombinatura. Ma a questo punto dovrebbe avere un bel tornaconto. E duecentocinquanta pare possa essere ritenuto il numero di appartamenti congruo per rendere conveniente l’operazione immobiliare.
Ma quella che almeno per ora è un’ipotesi (su cui però a palazzo civico si sta alacremente lavorando), sta già facendo storcere il naso a molti. Anche nella maggioranza, dove si stanno levando critiche ad una colata di cemento di queste dimensioni alle spalle del Palasalute.
La variante, e la successiva gigantesca operazione immobiliare, sta anche incuriosendo e non poco i gruppi d’opposizione che dei cambiamenti da apportare allo strumento urbanistico in vigore conoscono ancora poco, ma stanno affilando le armi per contrastare interventi che avrebbero un impatto ambientale decisamente imponente e ricadute altrettanto impattanti sul rione portorino.
«Per quel che mi risulta la zona alle spalle del Palasalute - dice Carla Nattero capogruppo di Sinistra per imperia - è sottoposta a vincolo e credo che la Soprintendenza, così come ha già fatto per il progetto del palazzo della Sanità, dirà la sua di fronte ad una operazione urbanistica di tale portata. Già Il progetto del Palasalute sta in piedi solo per l’interesse collettivo che ricopre, già l’amministrazione comunale ha forzato, e non poco, il piano regolatore, ma non si può tollerare un ennesimo scempio in una delle poche zone decenti della città rimaste intatte».
Critico anche il capogruppo di Rifondazione comunista: «E’ affatto singolare che, essendo stata trattata la pratica del Palasulte in sede urbanistica, l’Amministrazione non abbia fatto cenno alcuno alle sussistenti problematiche del contesto territoriale e ambientale in cui essa va ad insistere e il mio voto contrario al Palasalute - ribadice Pasquale Indulgenza - è stato anche determinato dalla preoccupazione per un progetto edificatorio di enorme complessità, richiedente una molteplicità di funzioni infrastrutturali, che rimane fortemente impattante in una zona di particolare fragilità».
Il Secolo XIX del 25 Gennaio 2010