Angelo Vaccarezza (Pdl) 49,53%, Michele Boffa (Pd) 37,99%. Finisce nel modo più incredibile, con un ballottaggio strappato sul filo di lana, la sfida per trovare un nuovo inquilino al palazzo della Provincia savonese. Finisce dopo nove ore e mezzo di incomprensibile scrutinio, con il viceprefetto vicario Renato Bartoli e l’alto funzionario Paolo Ceccarelli che si imbarcano su un’auto della polizia e si catapultano a Vado Ligure, dove i conti non vogliono tornare. Sotto accusa, in un turbinio di verità sussurrate a mezza voce, il formato lenzuolo della scheda e la doppia croce, da apporre sul nome del candidato e della lista. Però il sistema di voto era facile facile, non bisognava neppure apporre la preferenza. Molto strano.
In attesa che qualcuno o qualcosa disveli la chiave del giallo, Savona si appresta ad altri quindici giorni di campagna elettorale. Angelo Vaccarezza: «Mi chiamerete sindaco di Loano fino al 21 giugno, poi sarò il presidente della Provincia. Ente abbastanza inutile, fino ad oggi, che prometto di far diventare molto più utile». Michele Boffa: «Offro la possibilità di apparentamento a tutte le forze politiche, nessuna esclusa». Nemmeno l’estrema destra? «Non mi sembra di poter imporre condizioni a nessuno».
Il Secolo XIX del 9 Giugno 2009