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Iran, consiglio dei Guardiani: "Riconta dei voti"

Iran
Sette morti. E oggi si prevedono due manifestazioni che si fronteggeranno nel cuore della capitale


Sette morti. E oggi si prevedono due manifestazioni che si fronteggeranno nel cuore della capitale. È una calma carica di tensione quella che regna stamane su Teheran, dopo l’uccisione di sette manifestanti avvenuta ieri durante una gigantesca manifestazione degli oppositori del presidente Mahmud Ahmadinejad e una serie di incidenti che sono continuati in nottata in varie zone della città. Oggi molti negozi del centro sono rimasti chiusi e il traffico è molto meno congestionato del solito.

 

Il tam-tam che corre su Internet, ma più ancora di bocca in bocca, parla di una nuova manifestazione che alle 17 ora locale (le 14.30 ora italiana) dovrebbe partire dalla Piazza Vali Asr, nel centro della capitale. La stessa dove due giorni fa Ahmadinejad ha radunato decine di migliaia di suoi fedelissimi per festeggiare l’annuncio della rielezione e dove oggi vorrebbero radunarsi di nuovo anche i suoi sostenitori. Ieri sera, come era avvenuto in quelle precedenti, dai tetti e dalle terrazze di molte case in diverse zone della città si alzavano grida di "Morte al dittatore" e soprattutto "Allah Akbar", come avveniva nelle ultime settimane prima della rivoluzione del 1979.

 

Moussavi, il candidato uscito sconfitto dalle elezioni presidenziali iraniane, ha chiesto ai suoi sostenitori di non partecipare alla marcia organizzata a suo sostegno: un suo portavoce ha invitato i manifestanti a "mettere in salvo la propria vita". Intanto il regime ha proibito alla stampa straniera di seguire lo svolgimento di manifestazioni "non autorizzate", con chiaro riferimento a quella prevista nel primo pomeriggio a sostegno del candidato riformista.

 

Il consiglio dei Guardiani della Costituzione si dice "pronto" a ricontare i voti delle elezioni presidenziali iraniane che hanno sancito la contestata vittoria di Ahmadinejad. Il consiglio ha deciso di esaminare i voti nelle circoscrizioni contestate, ha reso noto il portavoce Abbas Ali Kadkhodai, citato dalla Irna. "Non è impossibile" che il consiglio decida di cancellare il risultato delle presidenziali del 12 giugno, "qualora vi siano prove di irregolarità" ha detto ancora il portavoce. Il candidato riformista Moussavi aveva fatto appello ieri al consiglio chiedendo che le elezioni venissero annullate, ma si è detto "poco ottimista" sul verdetto. Il consiglio è il principale organismo di controllo e indirizzo politico. Ha 12 membri, sei teologi scelti dal leader superemo Khameni e sei giuristi nominati del parlamento. Metà del consiglio viene rinnovato ogni tre anni. Tra i compiti e le prerogative del consiglio, l’approvazione delle leggi votate dal parlamento con diritto di veto su quelle leggi che vengono giudicate non conformi con la legge islamica. Il consiglio approva (o respinge) anche le candidature per le elezioni amministrative, politiche e presidenziali.

 

Allo stesso tempo, squadre di miliziani islamici sono stati visti attaccare gruppi di giovani che si radunavano, o semplicemente passavano, su alcuni dei principali viali della città. Tra questi, Vali Asr, teatro degli scontri di sabato e domenica, lungo il quale la sera ristoranti e caffè sono ora chiusi. Il presidente del parlamento Ali Larijani ha oggi criticato il ministero dell’interno ritenendolo responsabile per alcuni attacchi avvenuti contro dormitori di studenti e contro abitanti di una cittadina a nord di Teheran.

 

Manette ai polsi. Sayyed Mohammad Ali Abtahi, presidente dell’Istituto per il Dialogo Interreligioso, è uno dei maggiori collaboratori dell’ex presidente Khatami, di cui è stato vice nel governo. Si tratta di uno dei più convinti riformisti e tra le figure più invise ai conservatori. Alle presidenziali ha sostenuto la candidatura di Mehdi Karoubi. Fonti dell’opposizione affermano che anche un altro leader riformista, Saeed Hajjarian, è stato arrestato stamani. Hajjarian è un alleato di Mir Hossein Mousavi. Un funzionario delle forze dell’ordine ha dichiarato all’agenzia Fars che alcuni "anti-rivoluzionari" sono stati arrestati e trovati in possesso di materiale esplosivo e armi, senza fornire ulteriori dettagli.

 

Il Giornale del 16 Giugno 2009

16-06-2009
Redazione


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