Liguria Tourism

Terre dei Giovi

(M.Conforti – La Stampa, 18/11/17) – La coda in uscita al casello di Serravalle Scrivia sulla A7 racconta di migliaia di shopping addicted attratti dall’Outlet più famoso d’Italia. Chi passa oltre, diretto verso la Liguria, scuote la testa non senza esprimere una malcelata disapprovazione per chi ha scelto di trascorrere il weekend tra scaffali e vetrine. Gli uni e gli altri, però, sono accomunati dal non sapere cosa si perdono. Oltre quel casello, infatti, si aprono le cosiddette Terre dei Giovi, un lembo dell’Alessandrino capace di sorprendere anche il viaggiatore avvezzo a collezionare tesori storici e artistici poco noti. A cominciare dal sito archeologico di Libarna, la città che i Romani costruirono lungo la Via Postumia e che per secoli fu uno dei principali centri di transito e di commercio del Basso Piemonte.

Dell’antica Serravalle rimangono i resti dell’Anfiteatro da 7mila posti ed è ancora ben visibile il tessuto urbanistico con strade, quartieri, le Terme e il Teatro che si visitano accompagnati da chiari cartelli esplicativi. Sei chilometri più in là, il Forte di Gavi domina la pianura con tutta la sua solida possanza dovuta all’intervento dei Genovesi a partire dal XVI secolo su un preesistente castello. Ben conservato è ancora in gran parte visitabile e ospita un piccolo museo che me racconta la storia.

Narra gesta ben più recenti e, soprattutto, incruente il Museo dei Campionissimi di Novi Ligure. Dedicato a Fausto Coppi e Costante Girardengo, due leggende del ciclismo entrambi originari di questa zona, presenta una straordinaria raccolta di biciclette appartenute a campioni di ogni epoca. E’ emozionante sostare davanti a questi autentici monumenti dello sport, tutti accompagnati da spiegazioni su epoca di costruzione, materiali e soprattutto i nomi dei campioni a cui appartennero.

Si riparte alla volta di Pozzolo Formigaro, borgo fortificato raccolto intorno al Castello medievale (visitabile anche negli emozionanti sotterranei) oggi sede del Municipio. Ancora una decina di chilometri e appare da lontano il campanile dell’Abbazia cistercense di Rivalta Scrivia. Magnifica e con cicli di affreschi quattrocenteschi ancora in buono stato, ricorda orgogliosa il suo ruolo di centro politico e commerciale della zona ricoperto nel XII e XIII secolo, epoca del suo massimo splendore. Prima di tornare al punto di partenza vale la pena fermarsi al Maglietto, il mulino sullo Scrivia oggi trasformato in Museo dell’Apicultura, con una ricca raccolta di strumenti di lavoro utilizzati nel corso dei secoli. E’ la dolcissima ultima tappa di una giornata speciale. A due passi da casa.

M.Conforti – La Stampa, Terre dei Giovi. Quel che c’è da scoprire dopo l’outlet e prima della Liguria