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10.000 morti in Libia? Non scherziamo con i numeri delle vittime!

(Angelo Cacciola Donati – Onda Newspaper, 23/02/11) – L’agenzia di stampa italiana ANSA parla di 10.000 morti nella guerra civile libica, rifacendosi a sua volta ad un messaggio Twitter di Al Arabiya che, però, sul suo sito web non ne parla minimamente, mentre i giornali italiani ripetono in coro la stessa cifra. Abbiamo effettuato una breve verifica on line tra le agenzie di stampa e mezzi di informazioni più accreditati: Reuters International, EFE, AFP, Al Jazeera, Al Bawaba e abbiamo trovato solo la dichiarazione di Frattini che parla di 1.000 morti (Breaking News  CNN).
Non ci sembrano appropriate tali sviste in un momento già altamente drammatico come questo, soprattutto perché alimentano allarmismi e possono provocare reazioni incontrollate, non ultima quella di un intervento militare.
In effetti, cerchiamo di stare attenti a quello che succede in Libia, poiché molti interessi costituiti iniziano a premere per un intervento diretto in suolo libico. Indicandoli brevemente inizieremo senz’altro dalle risorse petrolifere, per poi passare alle infrastrutture (molte delle quali italiane), senza tralasciare le paure reali e non per un aumento dei flussi immigratori ed, infine, gli indiretti effetti che avrebbe un’operazione di intervento militare sugli equilibri politici interni (chi mai potrebbe processare il capo di un paese in guerra?).
Eppoi, non bisogna dimenticare mai che non furono le politiche di welfare a salvare gli USA degli anni trenta dalla recessione, ma bensì l’intervento militare nella seconda guerra mondiale.
Concludendo, speriamo che i libici siano molto più saggi di noi occidentali e sappiano, in piena autonomia, cacciare il dittatore e instaurare un governo democratico. Cerchiamo di sostenerli con un’informazione il più possibile corretta.

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