COVID-19 Liguria

Aperture a macchia di leopardo nel Levante

Aperture a macchia di leopardo nel Levante

(R.Galeotti – Il Secolo XIX, 16/05/20) – Ristoranti e bar: lunedì aperture a macchia di leopardo nel Levante, tra voglia di normalità, punti interrogativi e timori.

A Portofino Simona Mussini, titolare del ristorante “O Magazin” e della “Gelateria 32”, in calata Marconi, rimane in stand-by, «in attesa di direttive e regole certe». Emanuela Cattaneo lunedì riapre “Winterose”, enoteca con degustazioni nel dehors: «Solo servizio ai tavoli – dice -. Ho sanificato con l’ozono e sono pronta». Lunedì Mauro Evangelista, del Jolly, apre: «Il mio posto è qui. Un appello: ripartiamo con il sorriso, con entusiasmo». Ugo Repetto, patron del bar Morena, in Piazzetta, sta risistemando il dehors: «Lunedì chiusi, ci vediamo nel prossimo weekend».

A Santa “Da Michele”, in largo Amendola, dicono le titolari, Greta Vitiello, e la mamma, Patrizia Carbone «Non apriamo ancora. Non possiamo andare allo sbaraglio, senza linee guida, risorse e tutele». Augusto Sartori: «Capo Nord riaprirà quando saranno permessi gli spostamenti tra le regioni. Il Thymus a ottobre». Lunedì la gelateria Simonetti, in piazza Martiri della Libertà, «manterrà la modalità take-away per la tranquillità dei clienti e nostra», dice Margherita Gimelli. Anche il Terzo Tempo, pub in via Gramsci, di Enrico Valle, Bruno Gonella e Gabriele Ghisu, continuerà con il delivery: «I costi superano i ricavi e con la riduzione dei posti, per noi, del 75 %, se non si adottano regole meno rigide sarà un disastro», dice Valle.

A Recco Massimo De Ferrari, uno dei titolari del ristorante “Il Ponte”, apre lunedì: «Le linee guide non sono chiare, sul distanziamento dei tavoli. In ogni caso perderemo il 50% della capienza interna ma, anche con meno clienti e con tutte le prescrizioni del caso, penso sia importante esserci».

A Camogli il Primula, con il ristorante Boccondivino, aprirà per gradi, come spiega Paolo Carassale, uno dei soci con Franco Podestà e Gerardo Giordano: «Lunedì ripartiamo con il bar, il 25 anche con il ristorante, con tutte le precauzioni richieste». Gabriele Mariotti, del ristorante La Bossa, riapre lunedì: «All’interno i tavoli erano 9 e rimarranno 5. Speriamo di poter utilizzare presto il dehors».

A Sestri Levante Andrea Ballarini, la Sciamadda dei Vinaccieri Ballerini e la Cantina del Polpo, dice: «Stiamo preparando i menù digitali e aspettiamo le indicazioni sulle distanze. Ci prepariamo ad aprire anche se non sappiamo quanta gente arriverà. Abbiamo preso anche i locali dell’ex Banco di Chiavari: useremo lo spazio per i tavoli della Sciamadda. Per la prima settimana cominceremo a ranghi ridotti. I clienti potranno scegliere le stoviglie usa e getta, in cellulosa, invece di quelle in ceramica».

A Lavagna, ieri, riunone tra Comune, i tre Civ e l’associazione Ristobar. Tema: il rilancio. «Sono stati presentati progetti validi, sarà consentito l’allargamento di dehors non solo dei locali ma di tutte le attività», spiega l’assessore al Commercio, Danilo Bersaglio. Al vaglio,la proposta di posizionare i tavolini nei giardini della Torre del Borgo, nei vicoletti, nel “sottovolto”, in piazza Santa Caterina e nelle piazze più grandi. I commercianti propongono aperture serali estive. La giunta verificherà con Apcoa l’ipotesi di una tariffa simbolica per i parcheggi. Per rivitalizzare il lungomare «due locali potranno ampliare gli spazi esterni e, alla sera, balneari e gestori delle spiagge libere attrezzate potrebbero utilizzare la passeggiata».

(Hanno collaborato Elisa Folli, Edoardo Meoli e Sara Olivieri)

R.Galeotti – Il Secolo XIX, Ristoranti e bar: lunedì aperture a macchia di leopardo nel Levante

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