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Arrivano i pesci d’autunno

Arrivano i pesci d'autunno

(Ansa, 23/09/19) – E’ in arrivo l’autunno, quando le seppie e le triglie si spostano al largo. Ed è quello che sta succedendo in queste ore nel tratto dell’Alto Adriatico, mare poco profondo dove le specie risentono di più delle variazioni di temperatura andando a cercare l’acqua più calda lontano dalla costa. Arriva puntuale dal mare il segnale dell’imminente cambio di stagione che, come ogni periodo dell’anno, offre i pesci ‘giusti’ da portare in tavola, ossia quelli che non si trovano in fase riproduttiva. Scegliere determinate specie, infatti, consiglia Fedagripesca- Confcooperative, significa minimizzare i costi di importazione, trasporto e conservazione, a vantaggio di sapore, salvadanaio ed ecosistema. E c’è solo l’imbarazzo della scelta in autunno, contrariamente a chi pensa che l’offerta di pesce sia solamente in estate. Solo per citarne alcune, ci sono l’alalonga della famiglia dei tonni, l’acciuga, il merluzzetto giallo, il calamaro, la pannocchia e la cicala di mare; e poi il cefalo, il fragolino, la gallinella, la mazzancolla, il moscardino, il nasello, l’occhiata, l’ombrina, il pagello, il rombo, il sarago, le sardine, lo sgombro, la sogliola e la spigola.

Tante quindi le specie a disposizione per quei 3 italiani su 4 che, secondo un’indagine della Fedagri-Confcooperative, scelgono proprio l’autunno per avere un regime alimentare più controllato, il periodo perfetto di transazione tra i ‘peccati’ di gola estivi e i cenoni ipercalorici delle festività natalizie. Inserire nella propria dieta pesci, molluschi e crostacei almeno 3 volte a settimana, infatti, aiuta a tenere sotto controllo il peso, grazie agli acidi grassi polinsaturi Omega 3 e Omega 6 contenuti in questi alimenti. Le proteine del pesce facilitano a mantenere bassi i livelli di glicemia a digiuno e dopo due ore dal pasto, con un impatto positivo sul senso di sazietà e il desiderio di cibi ricchi di grassi e zuccheri. Ma non tutti i prodotti ittici sono uguali in termini di calorie. In autunno tra i magrissimi, con un contenuto di grassi inferiore all’1%, ci sono nasello, orata, razza e gamberi d’acqua dolce. Tra i magri, dall’1% al 3% di grassi, sogliola, spigola, palombo, rombo, calamari, mitili, ostriche e vongole.

E a proposito di molluschi, ostriche in particolare, il fatto di non doverle mangiare nei mesi senza la erre, ricorda l’associazione, è solo una leggenda legata sia alla freschezza del prodotto più facilmente deperibile con le alte temperature, ma anche al periodo di riproduzione che coincide proprio tra la primavera e l’estate.

Ansa, Arrivano i pesci d’autunno e le seppie vanno al largo