(Comunicato Stampa, 15/01/19) – “Astral mathematics”, il secondo singolo del progetto musicale “Planetarium”, uscito in radio ed in tutti gli store digitali, rappresenta la visione astronomica di Pitagora, ricordato in particolar modo per il suo celebre teorema, ma in realtà al tempo stesso acuto filosofo e teorizzatore di un’interessante visione cosmologica.

Infatti lo studioso da un lato mette in relazione in modo particolarmente originale gli accordi musicali con i rapporti numerici in matematica e dall’altro evidenzia come le posizioni ed i movimenti delle stelle sussistano in relazione alla distanza delle orbite di ciascun pianeta. Inoltre è proprio al celebre scienziato greco, vissuto a cavallo tra il V ed il IV secolo a.c., che si deve l’invenzione della scala musicale e del concetto di “tono”, indicando come sostanza basilare l’armonia, determinata dal rapporto tra i numeri e le note musicali.

In seguito, approfondendo l’osservazione del cosmo Pitagora sostiene che gli astri che possiamo vedere ogni giorno nel cielo producono una sorta di suono eterno che noi umani non sentiremo mai, anche perché siamo troppo distratti dalla vita materiale che conduciamo qui.

Dal punto di vista strettamente musicale l’uscita del secondo singolo della Waking Sleeper Band, rappresenta una vera e propria svolta per il progetto stesso, poiché il sound della band è diventato molto più aggressivo dal punto di vista ritmico, strizzando decisamente l’occhio ad atmosfere più prog metal che pop, grazie al nuovo ruolo di Simone Carbone, bassista della band, ora anche arrangiatore dell’intero progetto “Planetarium”, che verrà vestito di un nuovo abito, più essenziale per certi versi, pur mantenendo alcune caratteristiche da sempre tipiche di un certo tipo di prog: i cambi di ritmica e gli arrangiamenti vocali.

In sostanza d’ora in poi tutto il cd, in fase di preparazione, risentirà di questa nuova impronta, una sorta di innesto di nuove tendenze del prog attuale di cui la Waking Sleeper Band vuole sin da subito far tesoro, in attesa di rimixare per la versione su cd anche la stessa title track “Planetarium”, in linea con questa particolare evoluzione musicale del progetto.

The Waking Sleeper Band:
Marco Fuliano: Drums
Simone Carbone: Bass & Backing Vocals
Francesco Rebora: Guitars & Backing Vocals Roberto Ferrari: Piano, Synt & Backing Vocals Micaela Gregorini: Backing Vocals, Additional Voices Serenella Di Pietro Paolo: Backing Vocals, Additional Voices Maurizio Antognoli: Lead Vocal

Link utili:
https://www.facebook.com/thewakingsleeper/
http://www.thewakingsleeper.com

IL PROGETTO “Planetarium”
Il desiderio di riprodurre l’aspetto del cielo stellato è assai remoto.
Fin dal più lontano passato, civiltà evolute come gli egizi, i babilonesi, gli arabi ed altre popolazioni dedite all’astronomia hanno osservato il cielo con attenzione e grande curiosità… da sempre il cielo nel nostro immaginario comune è notturno, talvolta per questioni religiose, altre volte storiografiche o anche… artistiche. In particolare modo sono i pianeti, le innumerevoli stelle e gli eventi celesti che si susseguono in ogni attimo a catturare da sempre il nostro interesse. Nel corso del tempo la rappresentazione del cosmo si è sempre più perfezionata, così come le differenti visioni dell’astronomia stessa. Sin dai primi approcci del mondo greco ad una materia così affascinante e complessa, motivazioni scientifiche, filosofiche e religiose si sono sovrapposte e spesso contrapposte per spiegare la realtà di ciò che ci circonda. Questo viaggio spazio temporale è un desiderio di raccontare attraverso la musica il suono dei pianeti, la visione umana dell’universo e l’evoluzione delle teorie che hanno provato ad interpretarlo e descriverlo come certo e inconfutabile… un viaggio che parte da Pitagora, Aristotele, Archimede e Tolomeo per giungere sino all’età moderna con Copernico, Galileo, Keplero e Newton, approdando quasi ad oggi con Einstein ed Hawking. Il progetto si articola in 10 brani, (avendo come prologo il PLANETARIUM, realtà privilegiata per l’osservazione della volta celeste) ognuno dei quali rappresenta le figure e le rispettive ideologie che hanno maggiormente caratterizzato l’astronomia, dall’antichità del mondo greco sino all’attualità dei nostri giorni. Storicamente ogni differente visione del cosmo ha comunque avuto un sua ragion d’essere, anche quando sosteneva teorie azzardate e discutibili.
Chissà… forse la verità assoluta è un mix di tanti punti di vista differenti collegati insieme. Ed è in base a questo che ho la sensazione che il legame tra materie apparentemente distanti come arte e scienza, tra filosofia e fisica ed infine, tra musica ed astronomia… sia più stretto di quanto si possa immaginare.