(Comunicato Stampa, 01/04/19) – Tutto cominciò il mattino del 9 febbraio 1941 quando la flotta inglese salpata da Gibilterra, riuscì ad eludere la sorveglianza ed arrivò davanti al Promontorio di Portofino che era avvolto dalla nebbia.
Questa azione militare era stata chiamata dagli inglesi “Operazione Grog”.
Poco dopo le ore 8 le navi aprirono il fuoco su Genova. Proseguirono il cannoneggiamento sulla città per una mezzora. Pressoché indisturbate. L’artiglieria italiana, a causa della nebbia, non riuscì a fare niente per contrastare la flotta nemica.
Al termine, rimaneva una città ferita profondamente. Si contarono più di cento morti e oltre duecentocinquanta feriti. Vennero distrutte molte abitazioni civili. Una bomba penetrata nella Cattedrale San Lorenzo, miracolosamente, non esplose. Venne disinnescata ed è visibile entrando, a destra. Colpiti anche l’Ospedale Galliera e l’Archivio di Stato. Affondate numerose navi.
A questo punto venne decisa la costruzione di un sistema di difesa costiero che comprendeva anche le Batteria Chiappa sul Monte di Portofino. I lavori iniziarono il 22 febbraio 1941. La parte più difficile dei lavori fu certamente quella della scavo nella “puddinga”, un conglomerato duro e difficile da perforare. Anche il luogo scelto, non toccato da strade percorribili con automezzi, rese lungo e complesso il lavoro. Tutto il materiale necessario alla costruzione fu portato via mare tramite chiatte o pontoni galleggianti fino a Punta Chiappa dove venne impiantata una rotaia che permetteva ad una guidovia, un carrello collegato con un cavo d’acciaio, il trasporto del materiale fino alle Batterie posizionate 250 metri più in alto.
Fu necessaria moltissima manodopera, reclutata in appoggio al personale del Genio Lavori Regio Esercito.
La Batteria di Artiglieria Costiera R.E. Chiappa era costituita da: una garitta per sentinella, una piazzola in calcestruzzo per cannone mitragliera con annessa riservetta per le munizioni, tre baracche di legno, un fabbricato corpo di guardia, una stazione protetta direzione di tiro, tre postazioni per cannoni in calcestruzzo, quattro postazioni per mitragliatrice, un deposito munizioni sotterraneo (costituito da due tunnel impiegati come deposito cariche ed armeria), un fabbricato infermeria, un altarino di S. Barbara, una casermetta comando , una casermetta dormitori, una tettoia lavatoio, un fabbricato cucina, un fabbricato latrine, un piccolo magazzino con due corpi di
fabbricato, un osservatorio in calcestruzzo sito in località punta del Bricco.
Dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943, la 202ª Batteria Chiappa passò ai tedeschi.

Queste ed altre informazioni sono consultabili all’interno del Centro Visite, dove è possibile anche visionare foto, scritti e video interviste a testimoni dell’epoca. Ognuno racconta, dal suo punto di vista, quello che è successo e come si viveva in tempo di guerra.

Presso il CENTRO VISITE “Silvio Sommazzi” situato presso la “202ª BATTERIA CHIAPPA” nel Parco di Portofino, nei mesi di marzo, aprile, maggio, settembre e ottobre è possibile visitare le Batterie il sabato e la domenica, nelle giornate festive e nei diversi “ponti”.
Orari di apertura al pubblico:
Apertura dalle ore 10.00 alle 17.00. Due partenze di visite guidate: alle ore 11.00 e alle ore 15.00

Per maggiori informazioni potete contattare: LabTer Parco di Portofino scrivendo una email a labter@parcoportofino.it telefonando al 3480182556 oppure al 3480182557