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Cari partiti, senza progetto l’antipolitica ha campo libero

(E.Macaluso – L’Unità, 21/04/12) – Concludendo il mio articolo apparso sull’Unità di domenica scorsa dicevo: l’antipolitica può essere sconfitta solo dalla politica: se prevale la prima e la seconda che bisogna discutere. Quindi la domanda è: oggi c’è una politica comune dei partiti che dicono di riconoscersi nel centrosinistra? Non c’è. E non c’è sulla questione che coinvolge tutto e tutti: la crisi economica, i suoi caratteri, come affrontarla e come atteggiarsi rispetto al governo Monti, espressione della emergenza che vive l’Italia e l’Europa. Governo che, come sappiamo, regge grazie al sostegno che danno (sino a quando?) il Pd il Centro di Casini e Fini, il Pdl.

Un sostegno travagliato e diversamente motivato da forze (Pd-Pdl) che all’appuntamento elettorale si presentano come poli alternativi. Le loro mosse, quindi, sono condizionate da quell’appuntamento. Anche il Centro è impegnato nella preparazione elettorale, identificandosi col governo e progettando il “partito della nazione” su cui fare coinfluire pezzi del Pdl in disfacimento.

Sel e Idv svolgono una dura e pregiudiziale opposizione al governo e ignorano completamente la crisi che attraversa il paese. Con loro purtroppo c’è la Fiom che ha ormai assunto il ruolo di terzo partito. Nella riserva si collocano le sigle del comunismo senza comunisti. Questi partiti hanno assunto una posizione del tutto diversa da quella assunta del Pd sulla legge elettorale e quindi sulla prospettiva da delineare con le elezioni del 2013. A destra, il crollo del partito personale di Berlusconi e della Lega di Bossi hanno aperto una voragine e l’iniziativa di Pisanu e dei senatori che ha firmato il suo documento che annuncia un partito diverso dal Pdl è solo uno dei segnali della crisi.

L’altro più clamoroso è l’annuncio di Alfano: lui e Berlusconi hanno l’arma politica segreta che sconvolgerà tutto. Il Duce, da Salò, diceva che Hitler aveva l’arma militare segreta per vincere. Siamo al ridicolo: non c’è il coup de théâtre, come fu quello che si vide a Piazza San Babila col Cavaliere sul predellino che diede vita al Pdl; oggi c’è solo l’attesa del coup. Se questa è la situazione come stupirsi che prevalga l’antipolitica e un comico ottenga consensi. La cosa curiosa di questa stagione è che sotto accusa c’è il “partito politico” che non c’è. Quel che c’è, a destra, l’abbiamo visto. A sinistra la sola forza che ha i caratteri (deboli) di un partito è il Pd che, a mio avviso, si configura ancora come una coalizione politico-elettorale.

Insomma nella cosiddetta seconda repubblica un vero sistema politico non è mai nato e quel che c’era si è sfasciato. Ora, solo un cretino può pensare che si possa tornare al sistema e ai partiti della prima repubblica, ma, chi cretino non è, sa anche che se non si ridefinisce un sistema politico – costituzionale in cui si identifichi il ruolo dei partiti, il caos crescerà, l’antipolitica pure e la democrazia correrà rischi. Ecco perché penso che le forze che vogliono ridare ruolo e dignità alla politica, debbono ridefinire se stessi e il sistema politico e non fare finta che c’è ancora quel che è morto.

Anche nelle alleanze. E questo vale per le riforme politico-costituzionale, la legge elettorale, la dimensione europea dei partiti. Deve emergere con forza un progetto politico (chi siamo e cosa vogliamo si diceva una volta) che si è perso tra tatticismi e personalismi, che sono il terreno propizio per il carrierismo e la corruzione. Non parlo della destra, ma della sinistra. Un esempio. Penati, come tutti i cittadini, ha il diritto di difendersi davanti ai giudici e sarà quella la sede per verificare se ha commesso reati o no. Intanto si è autosospeso dal partito e dimesso dagli incarichi nel Consiglio Regionale.

Ma, questo come molti altri casi al Nord, al Centro e al Sud, sono solo casi giudiziari o c’è qualcosa che attiene alla politica e al modo di essere del partito e di chi ha funzioni pubbliche? Qual è il giudizio su questo fenomeno? Non si dica che la grande maggioranza del quadro del Pd è onesto. Non basta. Occorre alzare il tiro e dare un grande respiro alla politica e al partito al suo modo d’essere che vuole esprimerla per ridare fiducia alla gente, chiamata a fare grandi sacrifici, e ai giovani che cercano un avvenire.

P.S.
Achille Occhetto ha replicato al mio articolo di domenica scorsa e ha detto che «non solo» avrei «individuato il peccato originale nell’antipolitica del Pds», ma avrei ravvisato «come colpa la vittoriosa stagione dei sindaci» …e prova della colpa sarebbe l’alleanza con Orlando ecc. Io non ho considerato una colpa la vittoriosa stagione dei sindaci, ma il fatto che l’euforia della vittoria e l’assenza di un’analisi della società non fecero capire al Pds di Occhetto, alleato con la Rete di Orlando che conduceva una campagna contro i partiti e parte dello stesso Pds, cosa sarebbe successo un anno dopo con la discesa in campo del Cavaliere. A Palermo dopo la strepitosa vittoria e le primavere di Orlando, nella primavera elettorale del 1994 i progressisti non ottennero nemmeno un seggio! Tutto qui.

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