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Corallo a Portofino: più grande e in salute

Corallo a Portofino: più grande e in salute(R.Galeotti – Il Secolo XIX, 23/08/16) – Da “boscaglia” a “foresta”, dove gli esemplari sono meno densi ma più grandi. Segno che l’Area marina protetta di Portofino si dimostra, ancora una volta, fondamentale per la tutela dell’ambiente. La definizione “campestre” ma in realtà riferita a un pregiato abitante dei fondali è di Giorgio Bavestrello, docente di Zooologia al Distav dell’Università di Genova: il corallo rosso, nome scientifico Corallium rubrum. «Nell’Area marina di Portofino, tra i 30 e i 50 metri di profondità, la specie risulta molto abbondante, talvolta con densità superiori alle 1.000 colonie per metro quadrato – dice Bavestrello – Queste colonie sono in gran parte fertili e ogni anno, alla fine dell’estate, liberano milioni di nuove larve. Ma i loro tassi di crescita sono praticamente nulli. Al contrario le popolazioni profonde, che vivono tra gli 80 e i 130 metri sotto la superficie del mare, da sempre oggetto della pesca commerciale, sono in gran parte sovrasfruttati o addirittura completamente distrutti».

«Il confronto tra i vari dati – dice Bavestrello -, a aprtire da quelli degli anni Cinquanta, mostra un interessante scenario in cui si osserva che, con l’andar del tempo, la densità delle colonie tende a ridursi mentre la loro taglia media continua ad aumentare. Negli anni Sessanta e Novanta le colonie di maggiori dimensioni non superavano i 10 grammi di peso mentre attualmente esemplari di 50 grammi sono piuttosto frequenti. Si evince che, finalmente, i banchi di corallo di Portofino stanno lentamente passando dalla struttura “a boscaglia” a quella “a foresta”. È il primo caso nel Mediterraneo in cui questo passaggio sia stato dimostrato scientificamente, evidenziando l’efficacia della protezione, oltre che di un rinnovato spirito ambientalista nei subacquei, per la conservazione di questo carismatico organismo».

R.Galeotti – Il Secolo XIX – Corallo a Portofino: più grande e in salute