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Cosa succede dietro le cortine

(Angelo Cacciola – Onda Newspaper, 08/12/12) – E’ sempre più difficile andare aldilà del bombardamento mediatico e capire quello che succede veramente in Italia.
Cercando di fare il punto direi che, un anno addietro, il paese ha subito l’imposizione di un governo non eletto democraticamente: lo richiedeva la crisi economica e l’Europa… anche, se non mi risulta che nazioni quali la Grecia, la Spagna, l’Islanda o l’Irlanda, che si sono trovate in una situazione simili siano ricorse a colpi di mano tanto autoritari.
Il governo Monti, da allora, non ha fatto altro che mettere in atto la cosiddetta “agenda europea”, decisa dalla Banca Europea e dalle varie Commissioni Comunitarie, i cui dirigenti non sono mai stati eletti da nessuno, e che agiscono in perfetta sintonia con quanto richiesto dal FMI (Fondo Monetario Internazionale) e dai potenti fondi di investimento internazionali. L’obiettivo è stato, in primis, ricapitalizzare le banche dissanguate da speculazioni “sballate” e, poi, approfittando della situazione, accrescere la ricchezza di quell’1% della popolazione che domina il pianeta.
La politica di austerità, di tagli e sacrifici seguita fino ad ora sta conducendo l’Italia indietro di anni,  in termini economici e in termini di diritti sociali.
Le primarie del PD, in questo contesto, non hanno svolto altro che la funzione di mega operazione di distrazione di massa. Non abbiamo mai creduto che Renzi o Bersani rappresentassero delle reali possibili alternative: erano solamente i protagonisti di un grande show, con un bilancio finanziario positivo (questo almeno bisogna riconoscerlo!). Naturalmente, anche il centro-destra ha fatto e continua a fare la sua parte, parlando di “discese in campo”, di scissioni, etc. …., senza affrontare direttamente i problemi reali inerenti al modo di affrontare la crisi economica.
Infatti, il problema è uno solo: gli italiani vogliono veramente seguire fino in fondo le politiche di austerità che stanno portando all’impoverimento non solo dei lavoratori dipendenti, ma di tutta quella parte della popolazione che gestisce piccole attività. Dicono che non esistono altre vie, anche se, è proprio il compito della politica trovare e proporre le alternative.