Liguria Tourism

Dagli alberghetti all’hotel Savoia: viaggio tra i “buchi neri” di Rapallo

Dagli alberghetti all’hotel Savoia: viaggio tra i “buchi neri” di Rapallo(S.Pedemonte, 18/05/16) – Quando le cose restano così, anno dopo anno, c’è il rischio di abituarsi. Di non farci quasi più caso. Di passare davanti a certi luoghi e sentire che sono i turisti che chiedono: “Ma qui, perché è chiuso?”. Sono i buchi neri della città. Quelli chiusi da tanto tempo che c’è il rischio di non pensarci quasi più. Neri perché sembrano ingoiarsi anche la volontà di farsi domande. Sono uno, dei molti macrotemi che pesano, sulla città. Buchi neri come l’ex cinema Grifone. O l’ex cinema Italia. Come gli alberghetti di via Gramsci. E l’hotel Savoia. Ognuno è un caso a sé: per iter, stallo della situazione, proprietà, responsabilità. Però: negli anni, non c’è chi non si sia pronunciato per vedere sbloccata la loro situazione.

Così, in un rapido (e incompleto) sguardo all’indietro. Nell’ottobre 2015, nel momento della sua elezione a presidente Ascom Rapallo e Zoagli, Rocco Costanzo prende come simbolo della Rapallo da migliorare «l’ex cinema Grifone. Vogliamo vederlo nuovamente in attività» dice. Nella campagna elettorale 2014, l’allora candidato di Fratelli d’Italia Fabio Mustorgi dedica al Savoia, al Grifone chiuso e vuoto ma anche alla realtà decadente di Villa Riva (sempre in attesa del progetto dello spostamento della Guardia di Finanza) molte delle “Cartoline della Rapallo che non vogliamo più vedere”. E sia nei programmi elettorali 2014, sia nel 2012 di progetti e idee se ne trovano, fra i vari candidati. Nel 2013, Il Circolo della Pulce, ribaltando il concorso “Ama la tua città” dei Lions, aveva lanciato “Piangi la tua città”, con top ten delle brutture.

I buchi neri, hanno fatto man bassa. Sono situazioni così impossibili, da risolvere? L’ex cinema Grifone è chiuso ormai dal 2009. Ha più di 400 posti, è stato usato ancora nella campagna elettorale 2007, per dibattiti e presentazioni delle liste. Poi, più niente. È in pieno centro città di Rapallo, all’angolo fra corso Matteotti e via della Libertà. Impossibile, non vederlo. Nel 2009 all’ex gestore Lorenzo Passalacqua, ai vertici di Anec – al lavoro, con il figlio Alberto, all’Augustus sempre di Rapallo e al Centrale di Santa Margherita – non era stata rinnovata la convenzione esistente con il Comune. Da lì la decisione di lasciare. La proprietà dei muri è degli eredi di Vincenzo Javarone.

Negli ultimi mesi, dopo l’apertura di “Scarpamondo” in corso Assereto, in città c’è stata una ridda di voci. C’è chi ha parlato anche dell’arrivo di “Zara”, qui. «Non è mai arrivata alcuna notizia di questo genere all’ufficio commercio» disse allora l’assessore Elisabetta Lai. Impossibile, ripensare al cinema? L’ex cinema Italia, in corso Matteotti, è stato dichiarato inagibile nel 2014: qui, un tempo, c’erano gli uffici comunali. Il contratto che lega il Comune con la proprietà – gli eredi Javarone/Sivori – è trentennale, dal 1989 e il canone di locazione nel 2011 era arrivato a 120 mila euro. Per locali vuoti, inutilizzati.

Nel 2011, la decisione del Comune, leggi alla mano, di cessare il pagamento. C’è una super causa, da allora. All’interno dell’albergo Savoia, chiuso da 40 anni, Il Secolo XIX è entrato la scorsa settimana con l’amministratore Riccardo Bancalari . Per la riapertura, la proprietà avanza ora al Comune un 50 per cento albergo e un 50 per cento appartamenti. Su questo, il sindaco Carlo Bagnasco ha aperto al dialogo, partendo dalla presentazione, da parte della proprietà, di un progetto. E resta da risolvere il nodo degli alberghetti di via Gramsci, decadenti e, a detta di chi sta lì attorno, ancora oggi usati come dimora occasionale dai senzatetto. Anche qui la proposta potrebbe essere di un 50 per cento appartamenti e un 50 per cento albergo. Fattibile? O no?
Original source: http://www.ilsecoloxix.it/p/levante/2016/05/18/ASNcl1lC-rapallo_alberghetti_viaggio.shtml