(ANSA, 14/09/15) – I celeberrimi ritratti come quello del Manzoni o della Principessa Belgiojoso, le opere di ispirazione storica, sacra o mitologica, le suggestioni orientaliste, i meravigliosi e sensuali nudi femminili: i capolavori di Francesco Hayez, tra i protagonisti del romanticismo pittorico italiano ed europeo, arrivano a Milano per una grande mostra allestita dal 6 novembre al 21 febbraio negli spazi monumentali delle Gallerie d’Italia.

Esposte circa 120 opere provenienti dalle maggiori collezioni, pubbliche e private, con numerose novita’, a partire dal Bacio, dipinto-icona dell’arte di tutti i tempi, qui presente per la prima volta nelle tre versioni realizzate dal maestro ottocentesco, e dalle lunette affrescate destinate all’ufficio della Borsa di Venezia, a Palazzo Ducale, mai viste in pubblico. “Era dal 1983 che a Milano non si organizzava una mostra su questo grande artista”, dice il curatore della rassegna Fernando Mazzocca, sottolineando come Hayez fosse diventato, nel corso della sua lunga attivita’, proprio in questa citta’ il protagonista assoluto delle arti. Eppure nasce a Venezia, da padre francese, e solo a 30 anni, gia’ famoso (e pupillo del Canova), si stabilisce nella capitale del Regno Lombardo-Veneto, dove diviene il maggiore interprete delle inquietudini del Risorgimento e, con Manzoni e Verdi, contribuisce a costruire l’unita’ culturale del paese, ancora prima che questa diventi politica.

“Hayez e’ morto a 91 anni, ha attraversato praticamente un secolo di pittura – spiega Mazzocca – quindi ha assistito a molti cambiamenti del gusto, senza mai cedere nell’impareggiabile stile, bensi’ affinando ispirazione e tecnica e cimentandosi nei piu’ diversi generi, sempre con grande successo”. Per ‘Hayez’, Mazzocca, supportato dal coordinamento di Gianfranco Brunelli, ha messo a punto una selezione ambiziosa e puntuale di opere capitali, in grado di restituire la reale cifra dell’artista, ideatore di un Romanticismo “ancora oggi attuale, come dimostra la popolarita’ de ‘Il Bacio’, perche’ non e’ mai retorico, neanche nelle grandi tele di ispirazione storica, ma guarda al di la’ delle convenzioni e della moralita’ vittoriana del tempo”. Il suo “era un linguaggio in cui l’Italia poteva riconoscersi” e lo fece, consacrandolo da subito il cantore della bellezza, dell’amore e dei valori risorgimentali, di sentimenti comunque universali, di cui la sua opera intera e’ indissolubilmente intrisa. Il percorso espositivo, che affianca alle grandi tele, alle tavole, ai disegni anche le opere di Antonio Canova e del suo seguace Vincenzo Vela, destinato a diventare il maggiore interprete del Romanticismo in scultura, si sviluppera’ per temi e cronologicamente, cadenzato dai famosi autoritratti di Hayez, partendo da quello realizzato in giovane eta’ a testimoniare gli esordi neoclassici. Del resto nell’esposizione avranno particolare rilievo le tematiche elaborate dall’artista in chiave di allegorie moderne, al fine di esprimere le attese risorgimentali.

Ecco quindi la Malinconia, la Meditazione o il celeberrimo Bacio, uno dei dipinti piu’ riprodotti dell’intera storia dell’arte, di cui saranno allestite tutte e tre le versioni, compresa quella con cui Hayez partecipo’ all’Esposizione Universale di Parigi, che ne decreto’ la fortuna planetaria. Non mancheranno le opere di carattere storico, come quelle della collezione Fondazione Cariplo, esposti nella permanente dedicata all’Ottocento delle Gallerie di Piazza Scala, vale a dire ‘La morte di Abradate’ (1813), ‘Papa Urbano II sulla piazza di Clermont predica la prima crociata’ e ‘Valenza Gradenigo davanti agli inquisitori’, entrambi del 1835, e ‘L’ultimo abboccamento di Jacopo Foscari con la propria famiglia’, noto come ‘I due Foscari’, dipinto tra il 1838 e il1840. Si potranno infine ammirare dipinti mai visti o non piu’ esposti dall”800. Tra questi, dieci lunette che facevano parte di un ciclo di affreschi realizzato nel 1819 per decorare l’ufficio della Borsa di Venezia, a Palazzo Ducale. L’insieme, che aveva suscitato l’ammirazione di Stendhal nel suo soggiorno a Venezia del 1828, ne contava quattordici, ma quattro sono andate perdute. Le restanti, distaccate e a lungo dimenticate nei depositi di Palazzo Ducale, sono state ora recuperate con un impegnativo restauro realizzato anche con il contributo di Intesa Sanpaolo.
Original source: http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2015/09/13/dai-ritratti-alla-storia-l800-di-hayez_356095d1-d6b8-4d91-a7bf-7faeaf88f8fb.html

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