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Dietro le cortine del referendum costituzionale

(A.Cacciola Donati – Onda International Newspaper, 26/05/16) – Ormai dovremmo aver capito che, dopo quelli epocali di pannelliana memoria, i referendum in Italia vengono utilizzati come arma di “distrazione di massa”.  Le motivazioni profonde, infatti, son sempre più quelle di concentrare l’attenzione della popolazione, mentre la soluzione dei problemi di fondo del Paese viene spinta avanti nel tempo. La realtà che cittadini affrontano tutti i giorni è quella di un’economia stagnante e incapace di rinnovarsi, poco attrattiva per le imprese straniere e, in definitiva, non in grado di integrarsi nell’economia globale.
L’Italia è un paese che, dal dopoguerra in poi, è governata da un sistema retto da corporazioni, ognuna con i suoi privilegi. Da un lato abbiamo tutta la pubblica amministrazione, le varie corporazioni professionali (politici, notai, farmacisti, avvocati, giornalisti, etc.) e dall’altro lato la restante popolazione che lavora duramente e che più soffre le ricadute della crisi. Le corporazioni, grazie alla loro forte presenza nei settori chiave dello stato, sono in grado di condizionare e bloccare qualsiasi cambiamento che renda il sistema più competitivo e egualitario. Nonostante l’Europa richieda costantemente maggiori liberalizzazioni ben poco si sta facendo ed il Paese rischia di perdere anche quel poco che la “ripresina” può apportare.
Per non parlare poi dei giovani e dei nostri migliori talenti scientifici e artistici, costretti ad emigrare accettando condizioni difficili e lontano dagli affetti familiari, pur di trovare una strada per arrivare ad esprimere le proprie capacità. Mentre l’università, dominata da poche famiglie e dagli amici degli amici, è divenuta sempre più marginale rispetto ai centri internazionali di ricerca e cultura.
In definitiva, l’Italia sembra restare sospesa tra un glorioso passato e un presente di cui la classe dirigente e le corporazioni impediscono la piena realizzazione. Come gran parte di voi, non ho scelto il “gioco” del libero mercato e del capitalismo. Mi ci sono trovato immerso fin dalla nascita! E allora perlomeno cerchiamo di fare questo “gioco” per bene e fino a fondo, dando la possibilità a tutti i cittadini di vivere ed operare in un contesto con regole certe e senza privilegi.