Gastronomy Liguria

Enogastronomia e artigianato nel Tigullio

Enogastronomia

(S.Rosellini – Il Secolo XIX, 10/11/19) – Il turista moderno cerca “esperienze”, non vuole sono “visitare” i posti dove si reca ma anche “viverli”, conoscerli dal di dentro, immergersi nelle loro tradizioni e abitudini. Ecco, allora, che questa è la sfida che il Levante si lancia e prova anche, contestualmente, a raccogliere. Qualcosa si è già fatto, almeno nell’ottica di valorizzare le tipicità: «Abbiamo allestito un museo che racconta la nostra storia, immerge i visitatori in essa – ricorda Maria Elisa Bixio, assessora del Comune di Sestri Levante – e le botteghe storiche e pensato manifestazioni che si legano alle tipicità, come “Pane e olio”».

Compie 10 anni, poi, il Consorzio di ospitalità diffusa “Una montagna di accoglienza nel Parco”, che fa riferimento all’area dell’Aveto: «E iniziamo a celebrarli, oggi, portando i turisti alla scoperta di attività tipiche in Val Graveglia», dice la presidente, Marina Bo. «La prima manifestazione organizzata dalla nostra amministrazione comunale – ricorda, a sua volta, Elisa Covacci, vicesindaca e assessora al Turismo del Comune di Lavagna – sarà quella del prossimo fine settimana, incentrata sul cavolo, prodotto tipico dei nostri orti». Molto altro si può ancora fare, per sviluppare le potenzialità esistenti, come emerso dall’incontro-dibattito di ieri in piazza Fenice – moderato da Roberto Pettinaroli, responsabile edi, organizzato da Cna nell’ambito della propria giornata speciale a Chiavari, che ha visto anche dimostrazioni concrete di arti antiche del territorio, dal macramè alla creazione di “testi”:

«Noi siamo pronti a supportare le aziende in un percorso di apertura alla ricettività», annuncia, per conto dell’associazione dell’artigianato, la presidente dell’area di Genova, Paola Noli. Certo, «il primo passo dovrà essere non perdere le tipicità, altrimenti non avremo nulla da offrire come esperienze ai turisti». «A Sopralacroce – dice Bo – abbiamo l’ultimo artigiano che sa fare i risseu». «Noi abbiamo pensato, allora, di allargare l’offerta formativa al territorio – racconta Chiara Rosatelli, direttrice dell’Accademia del Turismo di Lavagna – Abbiamo appena inaugurata una sala che si presterà per dimostrazioni ed eventi». «E ci occorrono – commenta Daniele Maviglia dell’associazione Val Canonica – persone che conoscono il territorio, lo amano e sanno dare una idea più ampia dell’artigianato».

Ecco la chiave di volta del futuro: trasformare i produttori tipici del territorio in realtà che sappiano fare anche accoglienza e inserirli in pacchetti, rivolti ai turisti, con una offerta variegata. Si partirà «mappando davvero tutte le “experience” che la Liguria offre, e non solo quelle dalla propria singola città», come riflette Pietro Paolo Giampellegrini, commissario straordinario dell’agenzia “In Liguria”. «Tenendo presente – dice Gianluca Ratto, assessore al Turismo del Comune di Chiavari – che davvero bisognerà saldare il legame tra la costa e l’entroterra, ricco di grandi risorse». Certo, l’entroterra va raggiunto: «Servono infrastrutture – ammonisce Paolo Corsiglia, vicepresidente dell’agenzia Gal Genovese – che non sono solo strade, ma anche comunicazioni digitali, banda larga». —

S.Rosellini – Il Secolo XIX, Enogastronomia e artigianato in campo nel Tigullio. «Così allunghiamo la stagione turistica»

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