(S.Pedemonte – Il Secolo XIX, 10/01/20) – Non c’è pace per le palme del Tigullio. Perché dopo la strage messa in atto dal punteruolo rosso ora c’è un altro allarme. Con un nuovo nome e nuovi effetti letali. Si chiama paysandisia archon, detta castnide delle palme: il lepidottero – che è originario del Sudamerica – è stato trovato per la prima volta nel comprensorio territoriale del Levante. E, in particolare, nel giardino di un condominio privato a San Michele di Pagana. La palma intaccata dalla paysandisia archon è stata “scavata” all’interno del tronco dal lepidottero. Che ha già deposto le uova. Ad accorgersene e a dare l’allarme è stato il giardiniere Marco Fenelli, già protagonista a Rapallo dell’impari lotta contro il punteruolo rosso.

Si teme il peggio: dal 2013 (anno del primo caso noto, a Santa Margherita) a oggi centinaia di palme fra “Santa” e Rapallo sono state tagliate per gli effetti devastanti del punteruolo rosso. Cambiando anche il paesaggio: la passeggiata Vittorio Veneto di Rapallo ha conservato le palme solo sul lato mare (e sotto costanti trattamenti anti punteruolo). Tutte quelle sul lato del centro storico, invece, sono state tagliate. Ora c’è un nuovo attacco. Con un altro insetto da fronteggiare: la paysandisia archon. In un convegno organizzato dal Lions Club Rapallo all’hotel Europa nel 2018, l’agrotecnico Rosanna De Mattei aveva sollecitato l’attenzione sulla paysandisia archon. Preannunciando che la battaglia contro il punteruolo era solamente una fra le tante possibili. Esistono Insetti letali, in grado di diffondersi con grande velocità e distruggere le palme. Proprio in quel convegno Claudio Littardi, responsabile del Centro studi e ricerche per le palme di Sanremo, aveva rivelato dati e cifre: dal 2007 in avanti, in tutta la Liguria, le palme distrutte dal punteruolo rosso sono state cinquemila. Nel Tigullio occidentale, restringendo il campo a Santa Margherita e Rapallo, le due città più colpite di questa parte della Riviera, in una manciata di anni la strage ha superato quota cento palme.

Ora il ritrovamento da parte del giardiniere Marco Fenelli della prima distruzione causata da paysandisia archon. E, fatto più grave, delle prime uova già depositate, con l’insetto che nel frattempo s’è spostato altrove. La paysandisia archon, che si presenta come una falena di grosse dimensioni, colorata, infesta i vegetali di palma con fusto di diametro superiore ai cinque centimetri: fra le tipologie preferite ci sono specie – come la Washingtonia e la Trachycarpus – che erano scampate solo perché di scarso gradimento per lo stesso rhynchophorus ferrugineus (ovvero il punteruolo rosso).

Il primo ritrovamento della castnide delle palme in Italia si è verificato nel 2002 a Salerno. Nel 2009 il decreto del ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali ha recepito la direttiva europea inserendo il parassita nella sezione «organismi nocivi di cui deve essere vietata l’introduzione e la diffusione in tutti gli stati membri».

S.Pedemonte – Il Secolo XIX, In Riviera la farfalla killer delle palme: il primo caso è stato scoperto a Rapallo

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