Culture Liguria

Dalla Capitale alla Lanterna che fascino l’arte sulle grandi navi

Dalla Capitale alla Lanterna che fascino l'arte sulle grandi navi(M.Minella – La Repubblica, 31/12/16) – C’è una nave che si chiama Utopia, forse non è mai partita o, meglio, non è ancora arrivata perché viaggia da sempre e non ha porti in cui sostare, ma soltanto bellezza da dispensare a chi ne fa richiesta. È carica di arte, dipinti, arazzi, sculture, di tutto quello che non si accontenta di arredare una nave, ma ne diventa parte integrante, come una sorta di vestito che, da quando esiste l’uomo, non si limita a proteggere dal freddo o a coprire le nudità, ma diventa messaggio e segno di riconoscimento.

Mostra di grandi suggestioni, firmata dalla Fondazione Fincantieri, evento che a Roma sta tenendo banco da un paio di mesi, ora progetta di spostarsi all’ombra della Lanterna. «Stiamo valutando di trasferirla nel corso del 2017 anche a Genova, sarebbe un giusto riconoscimento alla profonda cultura marittima della città e del suo territorio » confermano fonti interne al gruppo cantieristico basato aTrieste, ma che in Liguria può contare sui tre cantieri di Sestri Ponente, Riva Trigoso e Muggiano e sulla direzione genovese di via Cipro.

” Arte sulle Motonavi. Il varo dell’Utopia” è appunto il titolo di questa mostra che punta a riportare l’impresa italiana a essere, come in passato, «portavoce e veicolo di trasmissione di tutte le arti visive, inaugurando un nuovo sodalizio tra impresa e arte».

Presentata dalla Fondazione Fincantieri in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e l’Auditorium Via Veneto — Spazio Cultura di Fintecna, l’esposizione è curata da GMG Progetto Cultura con il coordinamento per la Galleria Nazionale di Mariastella Margozzi. Si tratta di un’iniziativa che riporta alla luce la storia dei transatlantici italiani firmati Fincantieri, esponendo le opere d’arte realizzate per queste città galleggianti dai più grandi artisti del secondo Novecento e contemporanei. E il connubio tra arte e impresa diventa un modello di sviluppo, in grado di trasferire cultura, creatività e idee, attraverso le opere di Studio Azzurro e Marco Nereo Rotelli.

«La Fondazione ha voluto ripercorrere la storia dei grandi transatlantici italiani nel periodo del boom economico — spiega Mauro Martinenzi, direttore della Fondazione Fincantieri — durante il quale queste navi hanno veicolato l’alta tecnologia e la cultura italiana nel mondo. Identità, riflessione e scoperta sono le prerogative di questa straordinaria mostra, grazie alla quale per la prima volta vengono rese fruibili al vasto pubblico opere e arredi di bordo di grandissimo valore. Tutto questo verrà presentato insieme alle copertine originali del periodico avanguardistico “Civiltà delle macchine” che, come in un viaggio al tempo stesso metaforico e concreto, hanno avuto il merito di “umanizzare” processi fino ad allora poco esplorati, in questo modo legando indissolubilmente arte e industria».

La mostra diventa così un viaggio non solo intellettuale, ma anche concreto attraverso quei mari che hanno legato l’industria all’arte, rappresentando la cultura e l’identità del Paese. Dal Conte Biancamano alla Cristoforo dalla Colombo alla Leonardo Da Vinci, fino alla Michelangelo e alla Raffaello, le navi di linea italiane avevano interni arricchiti di opere di artisti contemporanei. E in mostra ecco emergere centinaia di oggetti di arredo e 71 arazzi dei più grandi artisti del tempo, in dialogo con le copertine di “Civiltà delle Macchine”. Tra le varie opere in grado di trasmettere questo “viaggio”, un’installazione inedita di Marco Nereo Rotelli all’interno del Conte Biancamano conservata ed esposta al Museo Nazionale per la Scienza e la Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.
M.Minella – La Repubblica, Dalla Capitale alla Lanterna che fascino l’arte sulle grandi navi