Liguria Tourism

I ristoranti liguri alla prova della rinascita

I ristoranti liguri alla prova della rinascita

(M.Menduni – Il Secolo XIX, 13/06/20) – È una battaglia di trincea. Testardaggine e ostinazione contro la legge bruta delle cifre e dei conti economici. Ristoratori e baristi non gettano la spugna, anche quando le stime inquietano.
La novità positiva in Liguria è che, fino ad oggi, non c’è stata la temuta ondata di chiusure paventata dopo il lockdown. I problemi sono alle spalle? Tutt’altro. Però ci si muove in un limbo dove la maggior parte di titolari ed esercenti hanno deciso di prendersi del tempo prima di arrivare alla conclusione più drastica.
Le proiezioni dicono che nella regione rischia di chiudere definitivamente i battenti un terzo delle attività: una falcidia che potrebbe colpire almeno seimila tra ristoranti, trattorie e bar. «In realtà – spiega Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di Commercio di Genova – tutti sono alla finestra: aspettano di capire che cosa accadrà nelle prossime settimane dopo la riapertura dei confini e i primi fine settimana turistici».

Parere condiviso da Alessandro Cavo, presidente di Fipe Confcommercio: «Dopo un periodo di scoramento, ora ci sono buone aspettative per la stagione. Non ho segnali dal territorio che indichino un grande numero di chiusure».
Obiettivo: resistere fino al ritorno della normalità. Certo: il meteo è stato inclemente e nemico negli ultimi due weekend, che non hanno rappresentato un test significativo. Ma ci sono anche episodi incoraggianti, come la visita di Chiara Ferragni e di Fedez alle Cinque Terre: un ritorno dei vip, nella versione social aggiornata ai tempi, potrebbe rappresentare un traino per la ripresa del turismo.

A farne le spese sono, in questo momento, i dipendenti e gli stagionali: «Nella maggior parte dei casi – spiega ancora Caviglia – a tenere aperti i locali sono solo i titolari, tagliando tutti i costi e le spese». Dipendenti che rappresentano una forza lavoro di più di 50 mila persone e che, sempre secondo le stime, potrebbero subire una decurtazione della metà.
Una batosta raddoppiata dal mancato pagamento del Fis, il Fondo d’integrazione salariale che corrisponde alla cassa integrazione per il settore: in tutta Italia le proteste si susseguono, i soldi dell’Inps non arrivano.

Il quadro è complicato e le parole di Rocco Costanzo, titolare del ristorante “Rocco e i Suoi Fratelli” a Rapallo, sono indicative: «Di 86 coperti che avevamo ora ne abbiamo 26. La situazione è drammatica: io avevo 9 dipendenti, quest’anno ne assumerò al massimo 3. Questo oggi è un tema prioritario: il lavoro che non c’è per noi e di conseguenza l’impossibilità di assumere». Solo nel Tigullio, secondo la Cgil, sono 2 mila gli stagionali che non sono stati riassunti.

Di fronte alle regole e alle limitazioni c’è chi ha deciso però di chiudere definitivamente la saracinesca. È il caso dello Yacht Bar di via Gramsci, storico locale di Savona: «Le cose già non andavano bene prima – spiega Andrea Gaggero – Ora è diventato impossibile. Chi viene a farsi un aperitivo ha voglia di bere ma soprattutto di socializzare, di parlare, di arrivare anche da solo ma poi far quattro chiacchiere con gli avventori e i baristi. Ma com’è possibile farlo a distanza e con le mascherine? Questa è una tortura, non relax». E a Vallecrosia dopo 104 anni il ristorante Giappun, stella Michelin nel 1995, chiude i battenti. L’avventura riparte oltreconfine, nella place d’Armes del Principato di Monaco.

M.Menduni – Il Secolo XIX, I ristoranti liguri alla prova della rinascita, la strategia è resistere in attesa dei turisti

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