(L.Ivani – Il Secolo XIX, 17/05/20) – Pannelli frangisole in legno e tende in fibra naturale. Una soluzione ecocompatibile per gli stabilimenti balneari al tempo del coronavirus. L’idea tutta spezzina per l’estate 2020 è nata dalla collaborazione dello studio di progettazione Cam Urban Studio con l’architetto Gherardo Parentini.

L’obiettivo è chiaro: garantire la distanza di sicurezza tra ombrelloni, attraverso un sistema di pannelli facilmente sanificabili, ma anche riutilizzabili per altri scopi una volta che l’emergenza sarà finita. Pannelli che sono però anche rimovibili in caso di mareggiata, e di certo più «sostenibili» dell’ipotesi plexiglass.

«Vorremmo portare questa idea progettuale all’attenzione di Comuni e Regione Liguria, attraverso un tavolo di confronto. Ogni territorio ha le sue problematiche – osserva l’architetto Parentini – anche a causa delle caratteristiche del nostro litorale. Le difficoltà con le nuove disposizioni anti-covid sono oggettive in termini di spazi. Per questo abbiamo pensato a una idea adattabile a diverse situazioni. Un modulo ripetitivo, da installare intorno a un ombrellone negli stabilimenti o nelle spiagge libere attrezzate, che può garantire uno spazio minimo di 9 metri quadrati in cui posizionare lettini e sdraio».

Il progetto di fattibilità, che propone varie dimensioni del modulo, presenta la possibilità di dotare la struttura anche di tendaggi come per un gazebo. Ma anche di optional come dispenser igienizzante per le mani, porta usb e wifi. Il costo non è stato ancora definito, ma a spanne potrebbe aggirarsi intorno ai 300 euro. Un’ipotesi progettuale che è stata già calata, almeno in formato rendering, su alcune delle spiagge della costa spezzina. Secondo le disposizioni in tema di distanziamento sugli arenili, il numero degli ombrelloni si ridurrebbe a circa un terzo o poco più. Con questo sistema negli stabilimenti della Venere Azzurra a Lerici, ad esempio, potrebbero essere collocati da progetto quasi 60 moduli con ombrelloni formato famiglia. Contro gli oltre 150 attuali. Ipotesi progettuali sono state calate anche nell’insenatura dell’Eco del Mare o sulla spiaggia di Fiascherino, Adattando il tutto a terrazzamenti, pontili e arenili di diversa forma.

«L’idea è quella di creare una linea di demarcazione tra spazi che non sia facilmente rimovibile, cosa che è difficilmente ottenibile con semplici strisce o cordine tra ombrelloni». Basti pensare a cosa può accadere, in termini di sicurezza, se qualcuno muova un lettino in direzione del sole per far saltare la distanza interpersonale in spiaggia. Ma le paratie «difendono anche da eventuali schizzi d’acqua, oltre a garantire una certa privacy. Il materiale del pannello, il legno, così come quello delle tende è stato studiato per essere il meno impattante possibile nell’ambiente balneare, ma anche per essere in futuro riutilizzato ad esempio per delimitare zone ristoranti o percorsi di accesso».

Certo l’investimento per gli stabilimenti quest’anno sarà oneroso. Per attrezzarsi ogni gestore «dovrebbe poter contare su aiuti dalla Regione o dallo Stato». Per questo l’obiettivo è arrivare a un tavolo di confronto tra istituzioni per lanciare l’idea «salva estate».

L.Ivani – Il Secolo XIX, È spezzino il progetto del gazebo da spiaggia. «Salverà la stagione»

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