Sanremo, la protesta dei commercianti: «Se si usa il bancomat la focaccia costa un euro in più»

(A.Fassione – Il Secolo XIX, 09/10/19) – Paghi la focaccia col bancomat? Ti costa un euro in più. L’insolita iniziativa, o forse una provocazione, è annunciata con tanto di cartello affisso sul muro dietro il registratore di cassa della Tavernetta, nota e apprezzata tavola calda nel centro pedonale di Sanremo. Un negozio che vende prodotti tipici da forno come ad esempio sardenaira, torte verdi, farinate e naturalmente la tipica focaccia ligure: spuntini per i quali i clienti spendono quasi sempre somme modeste.

Ebbene, qui i pagamenti elettronici non sono i benvenuti, almeno non quelli sotto i 30 euro per le carte di credito e sotto i 15 per i bancomat. Per meno di quella cifra, afferma il cartello, verrà applicata una «maggiorazione» di 1 euro sul conto finale pagato col “pos”. Motivo? «Ho visto che in banca per convertire un assegno chiedono una commissione da 5-7 euro», afferma il titolare dell’esercizio Alessio Cassini, che a quel punto deve aver perso la pazienza.

«I costi dipendono dall’accordo col gestore del “pos” ma sono una giungla. Io pago un canone fisso annuale, poi una percentuale dello 0,5 per cento su ogni transazione». La stessa commissione per ogni pagamento, che sia di 1 o di 100 euro, al netto del canone mensile: «La mia non è una battaglia contro gli importi, se mai una protesta. Il problema è che siamo obbligati a comprare il “pos”. E poi se la maggiorazione la pratica la polizia stradale quando fa pagare le multe col bancomat, perché non possiamo farlo noi?».

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