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La seconda casa diventa la “prima”

La seconda casa diventa la “prima”:

(S.Pedemonte – Il Secolo XIX, 12/09/20) – Lavorare e vivere stabilmente in quella che era la seconda casa, quella delle vacanze: «Con lo smart working sta prendendo piede anche questo fenomeno, sì – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari che ieri, a “Santa”, al Grand Hotel Miramare, ha dato il via alla ventottesima edizione del Forum – piuttosto che lavorare da casa in periferia a Milano meglio trasferirsi a Santa Margherita, ad Alassio, in quelle seconde case che diventano prime».

Forum dal titolo emblematico. “Après le déluge”, richiamando una poesia di Arthur Rimbaud, per riflettere cosa è e cosa sarà dopo quel diluvio chiamato Covid 19. Per il settore immobiliare: ai dati dell’ European Outlook 2021 presentato da Scenari Immobiliari, ieri, nel 2020 in Italia il fatturato per il mercato immobiliare ha avuto un calo del 15 per cento (percentuale che è del meno 10 per cento, in Europa). Per il 2021 si prevede un ritorno alla crescita (con valore, comunque, a quota meno 8 per cento). Per le case le compravendite sono scese al meno 23,6 per cento ma si prevede un più 8,5 per cento per il 2021.

Fra i dati, legati sempre al 2020 del Covid: l’analisi di Scenari Immobiliari e di Johnson Controls mette nero su bianco che, per riqualificar i 210 mila posti letto degli ospedali in Italia serviranno qualcosa come 6,2 miliardi di euro in dieci anni. Di questi 6,2 miliardi di euro, circa il 18 per cento serviranno per la componente tecnologica. Covid 19 spartiacque fra la vita che è stata e quella che è e sarà. «Uno dei temi più importanti non è solo la ripresa ma anche che tipo di ripresa – sottolinea il presidente Breglia – come cambiano i mercati, quali sono le richieste oggi. Dopo quello che abbiamo vissuto il tema principale è il rapporto tra posto di lavoro e di residenza. E, fra chi lavora da casa: un conto è un anziano professionista solo, un altro è una coppia di giovani professionisti con figli che, anche loro, svolgono i compiti o fanno le lezioni da remoto. Si sono innescati cambiamenti importanti». Case anche decentrate ma più vivibili: questo hanno cercato soprattutto gli italiani nel lockdown e subito dopo.

E non c’è solo questo aspetto, da analizzare. «I mesi che abbiamo vissuto hanno visto uno sviluppo impressionante dell’e-commerce, una crisi significativa della grande distribuzione, la riscoperta dei negozi di quartiere, la difficoltà dei negozi delle vie più belle della città – continua ancora, Breglia – anche su questo dobbiamo riflettere». Su come stanno cambiando e cambieranno le città, dopo il diluvio Covid-19.

S.Pedemonte – Il Secolo XIX, La seconda casa diventa la “prima”: così la Covid-19 ha cambiato le nostre abitudini

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