Liguria

La Spezia, equilibrio perfetto tra uomo e ambiente

La Spezia, equilibrio perfetto tra uomo e ambiente

(B.Marsano – Il Corriere della Sera, 07/04/21) – La Spezia? «Città segreta, epicentro di bellezze struggenti». Da Tellaro, col suo campanile che sembra sbucare dall’acqua, al Tino, isola misteriosa che si apre una volta l’anno nel giorno di San Venerio. Per non parlare del mare, «che non è un mare qualsiasi», ma poesia liquida, ispirazione ininterrotta per i giganti delle lettere, da Shelley, che qui morì, a Montale.
A raccontare la sua terra, «sintesi perfetta dell’equilibrio tra uomo e ambiente», è una voce che di questi temi se ne intende. E parecchio. Quella di Donatella Bianchi, storica conduttrice su Rai 1 di Linea Blu, presidente del WWF Italia e del Parco nazionale delle Cinque Terre, «territorio al centro di un progetto di valorizzazione globale». Progetto ad ampio respiro, per riscattare l’incanto delle terre alte e dei sentieri da vertigine, da cui sembra di planare su quello che un personaggio ben poco incline al romanticismo, il futurista Filippo Tommaso Marinetti, battezzò «Golfo delle Meraviglie».

La Spezia in tre aggettivi (o una battuta)
«Romantica. Sono abituata a guardarla dal mare, prospettiva da cui comprendi perché il suo anfiteatro d’acque abbia ispirato schiere di artisti, fino a farne il Golfo dei Poeti».
La Spezia in un’immagine
«Le polene del Museo Navale, simbolo di una storia fatta di forza e di mistero».
Il luogo comune da buttare
«Che sia una città di passaggio. Tutti quelli che ci sono arrivati, si sono fermati».
… e quello da salvare
«Il mugugno, quando è costruttivo».
Un emblema di bellezza
«La Nascita di Venere del Botticelli. Arrigo Petacco [spezzino di Castelnuovo Magra, ndr] mi raccontò che lo sfondo sarebbe un tratto di costa tra Lerici e Portovenere. Vero o no, mi piace continuare a crederlo».
Il capolavoro che vale un viaggio
«Il corpus di fondi oro del Museo Lia e il mosaico futurista di Fillia ed Enrico Prampolini nella torre quadra del Palazzo delle Poste: quasi 200 metri quadri di movimento e colore sul tema delle comunicazioni terrestri, marittime e aeree».
Il museo del cuore
«Il Museo Lia, che Federico Zeri battezzò “piccolo Louvre della Liguria”. In un antico complesso conventuale raccoglie l’incredibile collezione d’arte di Amedeo Lia, che in nome della bellezza raccolse di tutto: dipinti, avori, miniature».
L’angolo più sopravvalutato
«Non c’è, perché La Spezia non la conosce nessuno».
L’angolo da (ri)scoprire
«I cortili dei palazzi storici».
Il rifugio dello spirito
«La loggetta della chiesa di San Pietro a Portovenere, da cui vedi la Palmaria, la Grotta Byron, le Cinque Terre. Ha fatto da cornice ai momenti più difficili e più belli della mia vita».
Dove ha avvertito, più potente, il senso della meraviglia
«A Monesteroli. Minuscolo borgo semi abbandonato, aggrappato alla roccia sopra il mare, raggiungibile solo a piedi per una scalinata in pietra di quasi 2.000 gradini; una discesa verticale, mozzafiato, in uno scenario di natura ineguagliabile».
Il rito irrinunciabile
«La colazione con focaccia al bar Ilaria, sotto i portici di via Vittorio Veneto, dove scorrazzavo sul triciclo da piccola».
L’indirizzo della gola
«Il chiosco della cooperativa dei pescatori sulla passeggiata Morin per i muscoli ripieni a chilometro zero».
Cosa cambierebbe
«Il mugugno, quando rallenta i processi di cambiamento ostacolando la crescita, e il lungomare, per permettere alla città di riappropriarsi del suo antico rapporto con l’acqua».
Cosa non cambierebbe mai
«Il contesto naturale».
Il libro da leggere prima di partire
«Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach. Anche se l’ha scritto un americano, riflette tutto il senso di libertà di noi spezzini».
La Spezia in un film e una canzone
«Mi piacerebbe che facesse da sfondo a un episodio di 007, con James Bond in azione tra il fronte del porto, la diga foranea, l’Arsenale, i sommergibili del Museo Navale. La canzone? O bella Spezia, che ho cantato bambina nel coro I ragazzi di Migliarina e oggi è l’inno degli ultras dello Spezia Calcio».
Chi ne incarna al meglio il genius loci
«Amedeo Lia, l’imprenditore collezionista che ha donato i suoi tesori alla città».
Quale personaggio, reale o immaginario, del presente o del passato, vorrebbe avere come compagno di viaggio
«Uno spezzino, Dario Vergassola, per la leggerezza e l’ironia. Ha appena pubblicato per Baldini e Castoldi un libro di racconti sulle Cinque Terre, Storie vere di un mondo immaginario».
Da vedere fuori porta?
«Il patrimonio di sentieri di più di 120 chilometri nelle sole Cinque Terre come invito alla lentezza sulle autostrade del passato».

B.Marsano – Il Corriere della Sera, Donatella Bianchi: «La Spezia, equilibrio perfetto tra uomo e ambiente»

https://www.corriere.it/bello-italia/notizie/donatella-bianchi-la-spezia-equilibrio-perfetto-uomo-ambiente-e13e8622-96db-11eb-b9bd-e7351dbb7d6a.shtml

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