Liguria

Le 9 domande a Maurizio Pane

(Onda Newspaper, 15/04/12) – Maurizio Pane, candidato nella lista di Getto Giorgio Viarengo a Chiavari.

1. La situazione familiare
Sono sposato da 34 anni e ho un figlio di 34 anni.

2. Esperienza nel sociale
Le mie esperienze nel campo sociale sono legate alla mia professione precedente nella quale mi occupavo per il Comune di Cassago Brianza in provincia di Lecco del settore cultura e istruzione. Lì ho avuto modo di organizzare numerose iniziative culturali a favore degli anziani del paese, oltre ad aver partecipato, organizzato e diretto per numerosi i soggiorni estivi per minori per conto del Comune. Mi sono anche occupato di attività di animazione nelle scuole e organizzato le attività parascolastiche per le scuole elementari. Per un certo periodo ho avuto esperienze come docente dei corso di alfabetizzazione degli adulti organizzati dalla Regione Lombardia e terapia occupazionale in una casa di riposo per anziani.

3. Lavoro o professione
Lavoro dal 2001  come bibliotecario presso il Centro Sistema Bibliotecario della Provincia di Genova. Un organismo tecnico-organizzativo che raggruppa circa 30 biblioteche del territorio della Provincia di Genova.

4. Come vede la città ?
Il primo aggettivo che mi viene in mente è immobile. Nonostante il gran daffare elettoralistico (marciapiedi, strisce, aiuole) questa resta una città cristallizzata: La maggioranza della popolazione è anziana, non si vede una capacità di creare sviluppo, innovazione e ricchezza. Le risorse, dove ci sono, restano immobilizzate nel mattone, nella rendita. Qualcuno si è chiesto perché a Chiavari chiude un negozio, l’ultimo la Drogheria in piazza Mazzini, e apre una banca.
Eppure siamo una città dove i servizi non mancano: Tribunale, Ufficio Entrate, Camera Commercio. Una città che non offra opportunità ai giovani anche per intraprendere iniziative economiche è una città destinata a morire e a ripiegarsi su se stessa. Un altro aspetto della città che vorrei sottolineare è una certa sorta di provincialismo sia sul terreno culturale (circoli chiusi che si promuovono l’un l’altro senza un minimo di ricambio) sia sul piano dell’opinione pubblica dominata da personalismi e logiche familistiche dure a morire.

5. Com’è colpita dalla crisi ?
Credo che anche Chiavari cominci a sentire la crisi sia per quello che riguarda i consumi. Io che sto sul lungomare vedo sempre maggiore la desolazione di certe giornate/serate con locali chiusi e desolatamente vuoti. Sul piano occupazionale la questione Lames ha un‘importanza fondamentale per Chiavari ma si vedono i primi segni della crisi anche da punto di vista delle singole persone: basta dare un’occhiata all’atrio della stazione ferrioviaria.

6. Cosa farebbe per lei ?
Credo che Chiavari abbia bisogno di uno scatto d’orgoglio e di scoprire una vera volontà di cambiamento. Per fare questo occorre però che, senza pregiudizi, tutte le forze “sane” della città dialoghino tra di loro, lasciando da parte gli interessi particolari. Questo è possibile solo con la guida di un’Amministrazione Comunale viva e partecipata, che coinvolga i cittadini nelle scelte, che sappia decidere senza calpestare i diritti di nessuno, anzi valorizzando le differenze. Un’operazione di apertura mentale, di riscoperta del senso di appartenenza  a una comunità non come una forma di difesa dello status quo, ma come spinta propulsiva verso un futuro migliore per tutti noi.

7. E riguardo all’immigrazione ?
L’immigrazione in una città che non cresce dal punto di vista demografico deve essere considerata una risorsa. Anche dal punto di vista culturale in una società globale anche una piccola città come Chiavari deve essere in grado di mischiare culture e tradizioni diverse senza paura di perdere la propria identità.

8. E riguardo ai giovani disoccupati ?
Credo che Chiavari città degli studi debba, attraverso uno stretto rapporto tra scuola e imprese, essere in grado di favorire l’accesso al lavoro da parte dei giovani. A me vengono in mente bandi cofinanziati da Amministrazione Pubbliche e associazioni di imprese che favoriscano ricerca e innovazione sia nell’impresa che nei servizi. Riconoscere l’innovazione e l’eccellenza dei giovani e premiare la loro capaicità di rischio imprenditoriale mi sembra una delle strade possibili.
Introdurre nelle scuole lo strumento dello stage formativo retribuito come primo momento di accesso dei giovani al mercato del lavoro.

9. In che cosa crede ?
L’ho già detto prima: credo che solo il dialogo e la riscoperta dei valori più genuini della coesione sociale tra le persone si possa veramente cambiare il volto a Chiavari. Parlarsi senza pregiudizi, incontrarsi e produrre riflessioni e progetti politici credibili e sostenibili che abbiano al centro la sostenibilità e la qualità della vita può essere una soluzione dei problemi di Chiavari che evidenziavo nelle domande precedenti. Un ultimo accenno vorrei dedicarlo al ruolo delll’amministratore pubblico che così, come previsto dall’art. 54  della costituzione “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”
Quindi Amministrazione Pubblica trasparente, amica dei cittadini e amministratori pubblici asltrettranto trasparenti.

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