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Le grandi foreste del mondo dall’Umbria all’Amazzonia

(Ansa, 25/05/18) – Dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda, dalla Germania al Giappone: le grandi foreste del mondo hanno sempre esercitato un fascino irresistibile sugli amanti della natura e sui viaggiatori di tutto il pianeta. Se la foresta più estesa è quella amazzonica, chiamata appunto il “polmone del mondo”, la più piccola è con i suoi 7 ettari quella di Thiene, ai piedi delle Dolomiti venete di Recoaro. Ogni foresta ha regole e vincoli da rispettare, un ecosistema da proteggere e storie da divulgare, perché conoscerle significa rispettare l’ambiente in cui sono nate. Il turismo naturalistico è in continua ascesa, anche tra i non sportivi, soprattutto da quando è scoppiata la moda tutta giapponese del Forest Bathing, la pratica di camminare in un bosco che fa bene alla mente e al corpo: vivere colori, odori, sensazioni e suoni è, a tutti gli effetti, un antistress salutare. Ecco un viaggio intorno al mondo alla scoperta delle foreste più spettacolari.

Foresta Amazzonica in Brasile – E’ la foresta pluviale tropicale più grande e suggestiva del mondo ed è considerata una delle sette meraviglie naturali del nostro pianeta: supera i 7 milioni di chilometri quadrati e presenta una vastità di flora e fauna che le conferiscono un valore biologico inestimabile. Abitata da numerose popolazioni indigene, si estende lungo otto Paesi del Sudamerica – Brasile, Bolivia, Colombia, Guyana Francese, Suriname, Perù, Ecuador e Venezuela – e prende il nome dal maggior fiume che la attraversa, il Rio delle Amazzoni. La maggior parte della sua superficie, comunque, ricopre il nord-ovest del Brasile; ed è da qui che dagli anni Quaranta del secolo scorso è cominciata una deforestazione incontrollata per sfruttarne le risorse, creando giganteschi problemi all’ambiente e alle popolazioni indigene che la abitano. Tuttavia dagli anni Novanta un’attenta politica ambientalista ha ridotto lo sfruttamento e ha incrementato una maggior consapevolezza di salvaguardia. Generalmente i tour alla scoperta della foresta più grande del mondo partono da Belem e Manaus, le due porte d’ingresso a nord e a sud, ma occorre affidarsi a tour operator specializzati prima di intraprendere il viaggio.

Foresta di bambù in Giappone – A ovest di Kyoto, in Giappone, si sviluppa la grande foresta di bambù Arashiyama Sagano, suggestivo luogo di relax per la corte imperiale, che la scelse perché lontana dalla caotica Kyoto. In seguito i palazzi vennero convertiti in templi e monasteri buddisti, ancora oggi visitati da chi si addentra per esplorare questo luogo incantato. Un sentiero ben delimitato si snoda attraverso gli alti tronchi verdi statuari, che si muovono dolcemente nel vento e il cui suono tra le canne è l’unico che rompe il silenzio che invade la foresta. Questa particolare musica della natura è indicata dal governo del Giappone come uno dei “cento suoni da preservare”. Il periodo migliore per godere di questo spettacolo è in autunno, quando il bosco si riempie anche di colori affascinanti. La foresta sorge a Sagano, nella regione montuosa di Arashiyama, e si raggiunge con il treno della linea Hankyu che parte dal centro di Kyoto.

Goblin Forest in Nuova Zelanda – E’ suggestiva e a tratti inquietante la Goblin Forest della Nuova Zelanda: gli alberi appaiono coperti di muschio e la zona è sempre avvolta da una fitta nebbia. Unica e magica, la foresta sembra uscire da un film fantasy dove il muschio e la vegetazione creano sugli alberi un effetto deformante che ricorda il mondo di elfi e dei mostriciattoli Goblin, creature maligne e sgraziate. La foresta sorge a East Egmont, nel distretto di Stratford, a nordovest del Paese, e il sentiero che l’attraversa è il Kamahi Walk.

Giant Forest in California – E’ una foresta di 1635 chilometri quadrati a sud della Sierra Nevada, nel parco nazionale delle Sequoie, in California. Visitarla è davvero emozionante, ancor più se si arriva fino al “generale Sherman”, la sequoia più grande e impressionante del mondo, con i suoi 84 metri di altezza e i 31 metri di diametro. L’area nel 1875 venne chiamata “Giant Forest” dal celebre naturalista John Muir, sedotto dalla bellezza e dall’altezza dei suoi 8mila alberi, maestosi come cattedrali. Prima di camminarci accanto è bene fare una sosta al Forest Museum di Yosemite Valley, da dove partono numerosi itinerari poco impegnativi e accessibili a tutti. Arrivati a Crescent Meadow, è possibile visitare il Tharp’s Log, il rifugio estivo del minatore Hale Tharp, che fu il primo uomo bianco a entrare nella Giant Forest; la casa è costruita all’interno di un tronco di sequoia cavo, segnato dal fuoco. Non lontano c’è Tunnel Log, una sequoia nel cui fusto è stato ricavato un tunnel per il passaggio delle auto.

Reserva Biológica de Monteverde in Costa Rica – E’ la riserva della foresta pluviale del Costa Rica, nelle provincie di Alajuela e Puntarenas, lungo la Cordillera de Tilarán. Ogni anno migliaia di visitatori entrano nella riserva che comprende 6 zone ecologiche, il 90 per cento delle quali sono foreste vergini. L’area regala una ricca biodiversità con più di 2.500 specie di piante, tra cui la maggior parte delle specie di orchidee in un unico luogo. Per preservarne bellezza e unicità negli anni Settanta venne istituita una riserva naturale privata, che diede l’avvio anche a una forma nuova di turismo legato alla natura, desiderosa di conoscere l’unico habitat del rospo dorato, una specie scomparsa nel 1989. Oggi un servizio di autobus conduce più volte al giorno i visitatori nella foresta da Monteverde e Santa Elena alla foresta; i sentieri sono ben tenuti, così come i ponti sospesi e le zip line; a volte vengono organizzate anche escursioni a cavallo. Infine c’è la possibilità di alloggiare in un lodge che ospita fino a 47 visitatori.

Foresta Nera in Germania – A sud-ovest della Germania, nel Baden-Württemberg, il paesaggio montuoso è ricoperto di boschi di abeti neri che già i romani chiamavano “Silva Nigra”: in quest’area sorge la foresta più estesa del Paese, la cui fitta vegetazione impedisce alla luce di penetrare tra i rami. E’ affascinante e molto apprezzata come destinazione turistica: la foresta ricopre 6 chilometri di metri quadrati di boschi, laghi, corsi d’acqua e incantevoli paesini che sembrano usciti da una fiaba dei fratelli Grimm. Per conoscere meglio la storia, la cultura e le tradizioni di questa affascinante zona, lo Schwarzwälder Freilichtmuseum Vogtsbauernhof di Gutach è un museo all’aperto, che mostra come si svolgeva la vita degli abitanti della Foresta dal XVI al XVIII secolo.

Hana Forest Reserve alle Hawaii – A Maui, grande isola delle Hawaii, c’è una foresta pluviale unica al mondo, ricoperta di Rainbow Eucalyptus, una pianta colorata che si trova solo su questa isola vulcanica del Pacifico. I tronchi degli alberi di eucalipto della foresta hanno una corteccia variopinta che d’estate si stacca, mostrando un arcobaleno di colori con sfumature che variano dal rosso al giallo, dal verde al marrone. Quando, poi, le piante sono bagnate dalla pioggia, i colori appaiono ancora più brillanti mentre i profumi legnosi e balsamici dei tronchi si sprigionano tra i rami e i corsi d’acqua della foresta inebriando chi vi passeggia. Le piante, inoltre, sono molto alte e regalano un paesaggio davvero sorprendente e suggestivo. Originari delle Filippine, gli eucalipti arcobaleno sono stati introdotti nelle Hawaii nel Settecento per sfruttarne il legno robusto nella costruzione delle case e come combustibile nella produzione di zucchero di canna.

Foresta Umbra in Puglia – Sorge all’interno del parco nazionale del Gargano, in Puglia, e si chiama “umbra” perché molto ombrosa, quasi cupa per la presenza di un fitto sottobosco e di folte piante. Descritta e cantata da numerosi scrittori e poeti, oggi la riserva naturale è stata riscoperta anche come meta turistica. Dal 2017, poi, le sue secolari faggete, che impreziosiscono il territorio creando una straordinaria biodiversità, sono state riconosciute dall’Unesco come patrimonio dell’umanità: sono tra le più vecchie d’Europa e svettano maestose fino a quasi 50 metri, apportando una fortissima biodiversità arborea. Oltre all’albero chiaro del faggio, simbolo del parco nazionale del Gargano, vi crescono oltre 2mila specie vegetali, tra cui l’agrifoglio, il tasso, l’acero, la quercia e persino le liane simili a quelle tropicali, ed è popolata da numerose specie di uccelli.

Foresta di Gryfino in Polonia – E’ una foresta davvero singolare quella che si estende per una trentina di ettari a Gryfino, nella Polonia occidentale: ospita 400 pini dal tronco curvo, singolarmente storto nello stesso punto. Sembra un luogo magico, l’ambientazione perfetta per un film fantasy, un mistero della botanica che affascina e attira l’attenzione di numerosi visitatori. Resta scientificamente inspiegabile la curvatura del tronco ma non è escluso che dietro questa misteriosa forma ci sia la mano dell’uomo, intervenuto 80 anni fa nella prima fase dello sviluppo per modellarne la crescita.

Foresta del Congo – E’ una delle foreste pluviali tropicali più impressionanti al mondo per le sue dimensioni – la seconda più grande dopo quella amazzonica – e per le specie in via d’estinzione che la abitano: scimpanzé, gorilla, ippopotami, elefanti e un’infinità di altri animali. Tra questi spiccano gli ultimi esemplari di gorilla di pianura e di montagna. Nella foresta, che ha una grande importanza per il mantenimento del clima mondiale, vivono numerose popolazioni indigene appartenenti a decine di gruppi etnici, i più famosi dei quali sono i Pigmei. La foresta copre 200 milioni di ettari in gran parte dell’Africa Centrale, ma soprattutto in Congo: qui le regioni più interne della foresta, dove è minore la presenza dell’uomo, conservano ancora il loro aspetto originario e un elevato grado di biodiversità. Tra le bellezze naturali ci sono le gole di Diosso, suggestivo e gigantesco canyon dai colori rosa e arancio, immerso nella foresta e con vista sull’oceano.

 

Ansa, Le grandi foreste del mondo dall’Umbria all’Amazzonia