L'usignolo del Giappone a Moconesi

(S.Rosellini – Il Secolo XIX, 15/10/19) – È originario delle aree himalayane, alle pendici delle grandi vette, dove se ne sta sui mille metri di altitudine. Bellissimo, dai colori suggestivi, con il verde prevalente, e dotato pure di un canto melodioso, nei secoli, è stato oggetto di molte catture e di molti trasporti in altri continenti, tanto che colonie sono diffuse, oggi, nelle Hawaii e in Portogallo, Francia e Germania.

Anche in Italia e, segnatamente, tra il Levante e l’immediato entroterra di Genova. È l’usignolo del Giappone, nome volgare della Leiothrix Iutea, anche se il nome, come detto, trae in inganno: «L’origine è proprio diversa dal Giappone, nell’area tra Nepal, Bhutan e Vietnam, dove vive ad altezze non eccessive e dunque in un clima, sostanzialmente, non troppo diverso dal nostro», spiega Enrico Borgo, tassidermista e ornitologo del Museo Civico di Storia Naturale “Giacomo Doria” di Genova.

La sua presenza dalle nostre parti, in questi ultimi tempi, deve essersi fatta più massiccia e di questi giorni sono alcune segnalazioni che la attestano con chiarezza. Un esemplare è rimasto schiacciato da un’auto, pochi giorni fa, a Molassana, poco prima che passasse Vito Basso, già guardia provinciale, originario di Gattorna, espertissimo dei nostri boschi e di quello che racchiudono: «Era da tempo che avevo individuato la presenza di questo “usignolo del Giappone”, anche in Fontanabuona – spiega – In questo caso, mi sono fermato e ho controllato. Così ho fotografato un esemplare, purtroppo senza vita. A fotografarlo in natura non sono ancora riuscito, ma ne ho registrato il canto, l’ultima volta due giorni fa, a Gattorna».

Come è facile immaginare, l’immissione nel territorio è avvenuta a seguito di fughe: «Si dice che negli anni Settanta ci fosse una persona che li aveva, nel primo entroterra di Sestri Levante, e che gliene sia scappato qualcuno, nel corso degli anni», racconta ancora Borgo. Il popolamento, dunque, è partito dalla Val Petronio, per estendersi sino al limite di Genova, evidentemente attraverso Val Graveglia e Fontanabuona. «Non sembra essere una specie che crea grandissimi problemi a quelle autoctone – riprende l’ornitologo – Certo, si tratta, comunque, di avere immesso un competitore esterno alle specie esistenti, in particolare usignolo e capinera, che hanno lo stesso regime alimentare: questa specie, infatti, è insettivora, senza, ovviamente, disdegnare frutta, sementi e bacche, in assenza dei cibi preferiti. Si sa che in Giappone ha creato problemi, perché tende ad essere aggressivo nei confronti delle specie simili».
Insomma, canto melodioso e, almeno quando si riesce a scovarlo, bellissimo a vedersi: può essere un valore per il nostro ambiente ma sarà anche meglio auspicare che non si diffonda troppo. Nell’Isola di Reunion, il melodioso usignolo (in realtà, un passeriforme) è stato dichiarato specie invasiva, cioè aliena e dannosa per l’ecosistema locale.

S.Rosellini – Il Secolo XIX, Ecco l’usignolo del Giappone: avvistati diversi esemplari a Moconesi

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