(S.Pedemonte – Il Secolo XIX, 17/04/20) – Di necessità virtù. Ivano Erba, 63 anni, architetto, alla guida della “Chiavarese Arredamenti” (in via degli Oratori a Rapallo) da anni progetta e propone tavoli e tavolini, mobili e consolle, portabottiglie ed elementi d’arredo in plexiglass. «Un materiale trasparente e duttile, elegante e al tempo stesso adatto ad ogni stile d’arredamento, che ben si presta a infinite proposte progettuali», spiega. Ha fondato “Plexitaly”. E ora, nell’emergenza coronavirus – e con la “fase due” alle porte – ha pensato di proporre schermi protettivi in plexiglass, su misura (e pure colorati o col logo stampato, se si vuole).

Il risultato? Le richieste fioccano. Dal macellaio all’orefice. Dagli studi medici agli amministratori di condominio. Da Rapallo e da mezzo nord Italia. Un vero e proprio boom di domande.«Di questa pandemia avremmo fatto volentieri a meno tutti- afferma Erba – Ma nella situazione che stiamo vivendo abbiamo pensato, a nostro modo, di dare un servizio. Con schermi protettivi che possono essere realizzati su misura, in materiale migliore rispetto a quelli che circolano in policarbonato». Quando costa uno schermo protettivo in plexiglass? Il prezzo di un pannello basico, di 70 centimetri (per 60 centimetri di altezza) è 70 euro.

«Il plexiglass è atossico, non ingiallisce, è facilmente sanificabile» , dice l’architetto. Il materiale usato dalla “Chiavarese Arredamenti” proviene da Italia e Germania. Plexiglass che da anni Erba lavora «come se fosse un legno e, rispetto al legno, ha la contemporaneità».Ora l’idea degli schermi protettivi su misura. Le richieste sono arrivate soprattutto dagli studi medici, «i primi che hanno subito capito che questi elementi divisori sarebbero stati indispensabili per la “fase due”». Poi dagli amministratori di condominio per i loro uffici, agli studi di assicurazione e ancora da negozi vari, dalle macellerie alle gioiellerie. «Coloro che stanno facendo minori richieste, al momento, sono i ristoratori – riferisce Erba – Un po’ perché hanno la consapevolezza che saranno gli ultimi ad avere il via libera per la riapertura nella “fase due” e un po’ perché probabilmente stanno ancora aspettando linee precise da adottare».

Cogliere l’esigenza del momento. E trasformarla in un business. «Dare un prodotto su misura e di materiale migliore rispetto al policarbonato è stata l’idea che ha dato il via a tutto ammette l’architetto Erba – I costi non sono superiori rispetto ad altre proposte di altri materiali». Si pensa al plexiglass trasparente ma, su richiesta, gli schermi possono essere anche colorati. E, altro dato da considerare: possono avere il logo della ditta o dell’attività dove vengono installati. «Il plexiglass è assolutamente trasparente e, soprattutto le persone anziane, possono rischiare di finirci addosso. Per questo l’opzione è inserire un logo in modo da far capire che c’è una barriera protettiva fra chi sta dando il servizio e l’utente».

Ritengo opportuno aggiungere il commento di tal Gian:
Credo che tutto questo PLEXIGLASS dovrà essere SMALTITO e mi auguro non in mare, “abbiamo già iniziato la lotta alla plastica” e se arriva ancora questo !!! ….
Naturalmente suppongo che tutte le spese di smaltimento, saranno a carico dei contribuenti…
Mi chiedo quanti Comuni e cittadini saranno d’accordo per questi oneri e per questo ulteriore inquinamento.

S.Pedemonte – Il Secolo XIX, «Plexiglass, fioccano le richieste. Diamo un servizio nell’emergenza»

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