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Quello che veramente succede in Spagna e accadrà in tutta Europa, col movimento Democracia Real Ya

(Angelo Cacciola Donati – Onda Newspaper, 22/05/11) – E’ sorprendente come nel secolo della globalizzazione l’informazione possa essere ancora così censurata e manipolata. Per comprendere veramente il significato e la portata il movimento Democracia Real Ya è necessario, innanzitutto, fare alcune precisazioni: in particolare rispetto ai dati della disoccupazione in Spagna rispetto ad altri paesi europei (Italia in primis). Infatti, nel paese iberico esiste un efficace sistema di sussidi, a copertura quasi universale (giovani, stranieri, precari, etc.), che invoglia ad iscriversi alla disoccupazione (uffici INEM). Si tratta di ca. 426 € che, anche se non sono una grande cifra, rappresentano un minimo vitale di sussistenza. Dove non esistono queste forme di copertura (come in Italia), è evidente che i disoccupati, i giovani in particolare, non hanno nessun interesse a perdere inutilmente del tempo inscrivendosi presso i preposti uffici. Il risultato finale è quello di alterare le cifre della disoccupazione a favore dei paesi dove non è, appunto, prevista una forma generalizzata di copertura assistenziale.
Un altro aspetto fondamentale riguarda la composizione anagrafica delle persone che occupano le piazze in Spagna. Anche se, i mass media occidentali, insistono a parlare di giovani, guardando da vicino le concentrazioni si evidenzia la consistente presenza di persone di tutte le età, anziani in particolare. Naturalmente, pochi di questi si fermeranno a dormire nelle piazze, ma la loro presenza c’è e si fa sentire. Soprattutto attraverso uno dei veri leader teorici del movimento: Stéphane Hessel, un signore di novant’anni che con il suo libro “Indignez-vous !” rappresenta la guida ideale di questa protesta.
Sono ancora più importanti, però, gli obiettivi del movimento. Tra questi il disagio economico rappresenta un elemento marginale. In realtà quello che “Democracia Real Ya”  vuole è già evidenziato dalla denominazione stessa: costruire una società dove la democrazia sia reale e partecipativa.
Chiarito quanto sopra, abbiamo finalmente i presupposti per una riflessione corretta sul significato e la portata di un movimento che non è limitato alla sola Spagna ma che, con ogni probabilità, coinvolgerà gran parte dei paesi europei.

Leggiamo insieme, infine, i dieci punti  indicati dal movimento per la convocazione della Manifestazione on-line di appoggio e condivisione  della piattaforma per una Democrazia reale e partecipativa (prevista oggi, 22 Maggio, alle ore 21.00 e lunedì, 23 Maggio, alle ore 23.30.
Siamo delle persone normali, non importa l’orientamento politico… Ci concentriamo attraverso internet per pretendere, in vista delle prossime elezioni del 22 di maggio, una Democrazia reale e partecipativa.
Perché non vogliamo:
1. Politici corrotti e partiti che si mostrano impassibili di fronte alla corruzione interna agli stesi.
2. Politici che si gridano come se il Parlamento fosse un circo.
3. Politici che si dedicano ad accusare l’opposizione dei problemi per attribuire a se stessi gli esiti positivi (perché il paese è formato dai cittadini, non solo da loro).
4. Politici che ci parlano come se fossimo stupidi e e manipolano gli interessi pubblici a sua convenienza.
5. Politici codardi che si sottomettono davanti agli interessi delle banche quando  “evaporano” miliardi di euro a causa di investimenti fraudolenti ed esigono che le persone normali paghino i loro debiti, senza peraltro che nessun responsabile finanziario sia stato giudicato.
6. Politici che non siano disposti, a lavorare con altri politici di maniera costruttiva considerando che la Spagna sia composta da persone con diversi pensieri.
7. Politici che non fomentino la partecipazione diretta dei cittadini per prendere le decisioni (le tecnologie dell’informazione che rendono questa possibilità ogni giorno più reale).
8. Politici che si dimenticano che il potere che ricevono gli viene dato dalle comuni persone e il cui primo obbligo è ascoltarle e obbedire a loro.
9. Politici che non difendano lo Stato (che siamo tutti noi) e il dritto all’educazione, la sanità, il lavoro e la casa in condizione giuste.
10. Politici che percorrano la Spagna in cerca di voti una settimana prima delle elezioni per rimanere quattro anni facendo quello che fanno i politici dal punto 1 al punto 9.

Resta, a questo punto, un’ultima domanda da porre a noi stessi! Democracia Real Ya riguarda solo la Spagna? In italiano si dice: Democrazia reale adesso!

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