(E.Meoli – Il Secolo XIX, 31/01/14) – Sversamenti di percolato anche per la discarica di Rio Marsiglia, a Uscio, e per quella di Malsapello, a Rezzoaglio. È quanto hanno verificato gli agenti della polizia provinciale e i funzionari dell’Arpal, dopo aver compiuti diversi sopralluoghi nei due impianti, che servono rispettivamente 18 Comuni tra Fontanabuona e Golfo Paradiso (e Bargagli), 5 di Aveto e Graveglia. In entrambi i casi, un fascicolo è stato aperto presso la Procura della Repubblica di Genova, con indagine in corso che coinvolge i due presidenti dei Consorzi che gestiscono le discariche: Massimiliano Bisso, presidente del Consorzio di Rio Marsiglia, e Marco Cella, presidente di quello di Malsapello. La notizia è clamorosa e arriva proprio nei giorni in cui fa discutere il caso della discarica genovese di Scarpino, che ha scaricato quantità abnormi di percolato nel torrente Chiaravagna (qui gli indagati sono tre dirigenti di Amiu).

Per quanto riguarda la discarica fontanina, che è per il 95 per cento in territorio di Uscio, il percolato, cioè il liquame che si forma dalla fermentazione dei rifiuti e dall’acqua piovana (ovviamente tossico), lo sversamento è finito direttamente nel rio Marsiglia, che confluisce nel Lavagna e poi nell’Entella. Stando a quanto emerge dall’inchiesta, gli episodi al centro dell’attenzione della magistratura sono due: uno riguarda novembre scorso e l’altro le giornate immediatamente successive il Natale. Per l’impianto avetano, i reflui prodotti dalla discarica sono finiti direttamente nel torrente Aveto. Anche in questo caso le segnalazioni riguardano due episodi specifici: a novembre scorso e qualche giorno fa. Tutti gli episodi di fuoriuscita di percolato nei corsi d’acqua e nelle falde, si sono verificati in occasione di forti piogge. Una circostanza, quest’ultima, che conferma una similitudine con il caso che riguarda Scarpino, dove pure il percolato è fuoriuscito dall’impianto dopo forti precipitazioni. A differenza del caso genovese, dove alcuni residenti hanno fatto ricorso alle cure mediche per sospetta intossicazione, almeno fino a oggi non sono state segnalate conseguenze per la salute dei cittadini nel caso delle discariche dell’entroterra del Levante. «Sono circostanze simili rispetto alle cause della fuoriuscita, ma diverse sia per dimensione sia per conseguenza», conferma Francesca Bellenzier, comandante della polizia provinciale. Aggiungendo che: «In ogni caso i liquami non devono mai e poi mai fuoriuscire».

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