Liguria

San Fruttuoso di Camogli a numero chiuso

San Fruttuoso di Camogli a numero chiuso

(R.Galeotti – Il Secolo XIX, 05/06/20) – Numero chiuso a San Fruttuoso: duecento persone circa in spiaggia, personale addetto ai controlli, prenotazioni delle postazioni sull’arenile, cartellonistica sui sentieri del Parco di Portofino per annunciare che non sarà garantito il posto in spiaggia a meno che non sia stato prenotato e un percorso ad anello che impedisca gli assembramenti. Queste le ipotesi ventilate dopo la decisione del sindaco Francesco Olivari che, con l’amministrazione, sta cercando una quadratura del cerchio non semplice da trovare. La peculiarità di San Fruttuoso, borgo unico, nel suo genere, con un appeal talmente forte da richiamare, ogni anno, tra la primavera e l’estate, migliaia di visitatori, richiede attenzioni particolari, non solo per la tutela dell’ambiente ma anche per quella delle attività economiche che gravitano intorno a tanta bellezza. Ristoratori, battellieri, ormeggiatori, diportisti, sub, escursionisti, il complesso monumentale del Fai, lo stabilimento balneare: un “sistema” complesso tanto quanto la geografia dei luoghi. Il problema dell’afflusso dei turisti e del numero chiuso si era già presentato, negli anni. L’emergenza coronavirus l’ha riproposto, aggiungendo l’urgenza di una risposta che garantisca la sicurezza della salute pubblica.

«In questo momento, purtroppo, San Fruttuoso non può accogliere tutti – ha detto Olivari -. Le immagini della spiaggia gremita, il 2 giugno, testimoniano comportamenti inaccettabili. Non c’è altra soluzione che contingentare gli accessi. Per ora abbiamo lavorato sulle planimetrie, poi ci sarà un sopralluogo».L’istituzione del numero chiuso ha suscitato reazioni tra residenti e operatori. «A maggio dovevo intervenire al Festival del Verde e del Paesaggio di Roma con un contributo sulla complessità e fragilità di un paesaggio iconico come San Fruttuoso, frutto di un’interazione tra cultura e natura che ha dato forma a quello che è un patrimonio collettivo – dice Alessandro Capretti, property manager dell’abbazia del Fai – Quando viene meno il senso civico per frequentare un bene che è di tutti, soprattutto dopo quello che è accaduto in questi mesi, non è solo necessario intervenire nell’immediato ma programmare il futuro, lavorando a un piano di gestione condiviso tra enti pubblici, privati, residenti e stakeholder del territorio».

Anche per Andrea Avegno, del Consorzio operatori, titolare del ristorante Da Giorgio, «al di là della soluzione a breve termine, che evita gli assembramenti, sul lungo periodo sarebbe opportuno organizzare un sistema di prenotazioni per evitare che chi arriva a San Fruttuoso, non trovando posto in spiaggia, debba tornare indietro». Per Claudio Bruno, ristorante Laura, la decisione di contingentare gli accessi «era inevitabile. La legge dice che bisogna mantenere le distanze e la si deve rispettare. Se riparte il contagio è la fine». Matteo Gentile, della “1 Portofino”, che, con il padre, Bruno, gestisce il campo ormeggi di San Fruttuoso, dice: «Siamo sempre stati favorevoli al numero chiuso, perché il borgo va valorizzato. Martedì non siamo neppure riusciti a portare a terra i clienti, tanto era affollata la banchina».

Con gli accessi contingentati i battellieri della Golfo Paradiso Trasporti Marittimi e del Consorzio Servizi Marittimi del Tigullio saranno, inevitabilmente, penalizzati. «Ferma restando la necessità del distanziamento, perché la situazione sanitaria è prioritaria, qualsiasi decisione a livello locale produrrà conseguenze pesanti per un servizio che, per noi, è vita da tre generazioni – dice Gianluca Bozzo, della Golfo Paradiso – Speriamo che si tenga conto di tutte le esigenze. Per noi, che siamo diciassette, ancora in cassa integrazione e con ventitré persone a tempo determinato in attesa, è fondamentale. Ne va della nostra sopravvivenza». Sergio Michelini, del Consorzio Servizi Marittimi del Tigullio: «Abbiamo bisogno di condividere le decisioni che prenderà il Comune di Camogli per non andare a fondo. Siamo fermi da tre mesi, abbiamo perso il quaranta per cento del fatturato della stagione e speso migliaia di euro per i dispositivi a bordo».

R.Galeotti – Il Secolo XIX, San Fruttuoso di Camogli e la spiaggia a numero chiuso: 200 persone al massimo

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