(B.Ris. – Il Secolo XIX, 22/03/20) – «È l’abbraccio di San Giorgio a Portofino, alla Liguria e al Paese intero. Un abbraccio a tutti coloro che soffrono, che lottano e che combattono senza tirarsi indietro». Don Alessandro Giosso ha da poco esposto le reliquie di San Giorgio e invocato la sua protezione rivolto verso la piazzetta di Portofino. «Benedire come per custodire la certezza che questo disastro finirà e che tutti ripartiremo» ha precisato don Giosso spiegando il significato di un rito iniziato a porte chiuse; sul sagrato solo il sindaco Matteo Viacava e un agente della polizia locale.

«A Portofino da un lato è facile restare chiusi in casa – spiega Viacava – anche se in giornate come queste ti viene voglia di fare una passeggiata sul molo. Devo fare i complimenti ai miei cittadini per come stanno rispondendo alle restrizioni e anche alle categorie produttive ed economiche a cui abbiamo chiesto già dieci giorni fa di interrompere le attività: non aveva senso avere 200 abitanti chiusi in casa e altrettante persone che ogni giorno venivano nel borgo per lavorare».

L’unico cantiere attivo rimane quello sulla strada provinciale 227, crollata due anni fa a seguito della mareggiata: si sta operando per i sottoservizi. Anzi, considerato lo scarso traffico, la strada viene chiusa tutti i giorni dalle 16:00 alle 22:00 proprio per velocizzare i lavori.

B.Ris. – Il Secolo XIX, A Portofino esposte le reliquie di San Giorgio: abbraccio per tutto il Paese

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