(Angelo Cacciola Donati, Onda International, 19/11/19) – E`apparso in questi giorni su Amazon il mio libro di poesie “Sbigottiti” dove appaiono ventisette poemi, per lo più inediti, composti negli ultimi anni nel mio rifugio navarro.

La Treccani definisce “sbigottito” come colui che è “profondamente colpito per la meraviglia” ed è proprio questa sensazione che ho cercato di esprimere con queste poesie. Vorrei continuare a vivere fino all’ultimo dei miei giorni meravigliandomi continuamente di qualcuno o di qualcosa, guardando un albero accarezzato dal vento, il mare borbottando i suoi racconti o gli occhi di un bambino aperti sul cielo. Con l’aiuto di mia figlia Sara, ho cercato di interpretare anche visualmente tali sensazioni, abbinando una scelta di nostre fotografie originali.
Infine, si avvisano i lettori che questi son versi destinati ad essere letti e declamati a voce alta, nella pura tradizione del Futurismo e come afferma esplicitamente l’insigne Lupe.

Ho avuto il piacere di avere il sostegno di amici e conoscenti; in particolare vorrei citarne due.

“Ho letto “Sbigottiti” con calma, quasi sorseggiando il tuo scritto come fosse un vino passito e ne ho colto felici emozioni: “alterni sbalzi del cuore”, “la solitudine (che) non esiste se non nella narcisa percezione di sé stessi”, il fatto che “presi come siamo da ingombranti pensieri, spesso ci dimentichiamo di quello che succede fuori da noi stessi”, scoprire che “la natura e la spontaneità ci avvicinano al reale senso della vita”. Insomma, un invito all’ essenza dell’esistere, in un mondo sempre più complicato …”
Mario Bozzi Sentieri (giornalista)


“Le poesie di questa raccolta sono arricchite da belle fotografie dell’autore e della figlia Sara. Quest’opera, nel cartaceo di ampio formato, è un vero gioiello, per la forma che impreziosisce la ricca sostanza. Talvolta si riscontra la passione di Angelo Cacciola Donati per il Futurismo, di cui è un esperto. Divertente a volte, profondo sempre, autentico. Voglio chiudere questa recensione con le parole dell’ultima strofa di “Sbigottiti”: “Ci guardiamo intorno perplessi… / Ma poi, perché perplessi? / In realtà, forse, non ce ne fregava niente, / anche se qualcosa, dopo lo spray e le scoppole, / bisognava pur dire…”.”
Paolo Luporini (scrittore)

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