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Una notte a Puerta del Sol, cuore della protesta spagnola

(Igor Costarelli – Onda Newspaper, 20/05/11) – L’intento iniziale era di prendersi la strada. A cinque giorni dalla manifestazione del 15 maggio, i cittadini si sono addirittura impossessati di un’intera piazza, e non una qualunque, hanno scelto Plaza del Sol nel centro di Madrid, e dell’intera Spagna.
L’accampamento durerà almeno fino a  domenica, giorno delle elezioni amministrative.

A quel punto, secondo molti, si decideranno le sorti del movimento.
L’atmosfera che si respira, passando per la Puerta del Sol, è quella di una contagiante febbre rivoluzionaria, alla quale è difficile resistere.
Ci sono in campo grandi speranze, la voglia di proseguire la lotta è tanta, e questa piazza sembra incarnare perfettamente l’ideale di democrazia che si sta rivendicando.     In pochi giorni si è costituita una vera e propria comunità autogestita, composta da disoccupati, studenti, precari e da chiunque voglia contribuire a migliorare la convivenza.  Ogni decisione viene presa in assemblea, in maniera trasparente e orizzontale. Non ci sono gerarchie, nè una cabina di comando, la partecipazione è aperta a tutti.

L’organizzazione è impeccabile, non manca nulla. Gruppi di volontari si alternano nella distribuzione di cibo, altri si preoccupano di far passare sacchi per immondizia, in modo che ognuno responsabilmente contribuisca a mantenere in ordine la piazza.
“Spegni la tele e vieni a Sol” recita un cartello, uno dei migliaia che hanno ricoperto di motti e di colori, ogni centimetro quadrato dell’area.
La statua dell’orso e del corbezzolo, il simbolo di Madrid dove fino ad una settimana fa, i turisti facevano la coda per poter scattare una foto ai suoi piedi, è stata anch’essa tappezzata di striscioni, uno dei quali recita: “E’ questa la Madrid che voglio!”.
La folla accorsa in piazza, quasi non permette di muoversi, c’è da girare a lungo prima di trovare uno spazio libero in cui allestire il proprio accampamento.
Intanto, si iniziano a distribuire tende, coperte e sacchi a pelo per trascorrere la notte. Solidarietà e spirito di cooperazione sono le basi della convivenza a “Plaza de la SOLución”.
Persino commercianti e vicini danno una mano mettendo a disposizione docce,  donando cibo, bevande e tutto ciò che possa servire.
Intorno alla una e mezza di notte, un lungo e fragoroso applauso accompagna lo srotolamento dell’ennesimo striscione: “People of Europe, rise up”.
E’ l’incoraggiamento a mobilitarsi, e  a diffondere la protesta, rivolto ai coetanei europei.
L’entusiasmo per quello che sta passando è tanto, e non riguarda solo  Madrid.
Si sono accesi focolari di protesta che non accennano a diminuire, anche a Barcellona, a Saragozza, a Bilbao e in tutto il Paese.
“Una cosa del genere da queste parti non si era mai vista”- racconta un giovane attivista della piattaforma Democracia Real Ya. “Questo deve scatenare la reazione di tutti i cittadini, e iniziare un lungo cammino fatto di piccole ma importanti conquiste quotidiane”- aggiunge.
Al mattino Madrid si sveglia, mentre a Plaza de la Solución si continua a sognare.

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