Environment Liguria Society

Vivere male è diseconomico

(S.Perotti – Cado in Piedi, 16/04/11) – Vado dicendo da tempo che il nostro Paese è coperto per il 60% da territori bellissimi dove il valore medio immobiliare si aggira intorno ai 600 euro a metro quadrato. Quasi sempre, quando lo dico, vedo smorfie o facce pensose e incredule. La notizia di oggi, però, conferma quello che dico (e rincara la dose). Nel Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, un intero borgo di 11 edifici è stato posto in vendita ad ppena 144 euro al metro quadrato. Parliamo di 3.000 metri quadrati datati medioevo, splendidi e dal valore storico architettonico, per 550.000 euro, cioè il costo di una villetta (ormai). Tanto serve per acquistare il borgo medioevale di Valle Piola, frazione disabitata del comune di Torricella Sicura, in provincia di Teramo, a circa mille metri sul livello del mare ed a pochi chilometri dal confine con Ascoli Piceno. Il tutto immerso nella natura più verde e lussureggiante.

Io posso testimoniare che in altre zone delle Marche, in Liguria, in Sicilia, in Campania, in Puglia e in tutte o quasi le regioni d’Italia ci sono occasioni analoghe. Aulla e Pontremoli, in Lunigiana, vicino a dove abito io, ne sono piene. Il motivo è semplice; nessuno va ad abitarci. Tutti devono vivere altrove per motivi di lavoro. In pochi pensano al fatto che vendendo la propria casa in città o smettendo di pagare affitti salati e trasformandoli in rate inferiori per mutui contenuti, è possibile stabilirsi in posti belli e naturali, risparmiando denaro e guadagnando nel cambio una piccola dotazione utile a vivere per molti anni. Purché si viva in modo sobrio, ovviamente. Cosa che, fuori dalle città, è piuttosto naturale che avvenga.

I nostri politici starnazzano in modo o mafioso o superato. La ripresa economica invece è a un passo: basterebbe fare un grande progetto d’incentivo per il recupero dei borghi, delle case rurali, delle cascine, cioè dell’Italia più bella e autentica, rimettendo in moto l’edilizia senza far danni ma, anzi, facendo bene al nostro terriorio. Noi potremmo vivere da re se solo riordinassimo, pulissimo e abbellissimo il Paese, rendendolo pronto all’accoglienza con programmi turistici rispettosi e intelligenti. Lavorerebbero schiere di persone, il denaro circolerebbe su livelli coerenti, per beni immobiliari sensati, capaci di migliorare la nostra vita, costarci molto meno, ricreare le comunità. Il Paese farebbe un salto in avanti.

Terra e borghi sono il nostro passato e il nostro futuro. I nostri prodotti gastronomici sono ancora in gran parte da potenziare, rendere migliori, biologici, sani, eccellenti, ma occorre che ci si lavori. Se siamo tutti impiegati nel terziario si estingueranno. Così come i nostri maestri d’ascia se non navighiamo. Il nostro Paese vituperato, distrutto, imbruttito, non aspetta che di essere recuperato e abbellito. La gente abbrutita, alienata, omologata, onon comprende che questa via è riservata a chi voglia risparmiare, non a chi abbia denaro da spendere.

Vivere costa poco, per chi decide di smetterla con la grande ipocrisia. Un tempo la vita che facevamo era solo sbagliata. Ora, come si vede, è diventata anche diseconomica. E spendere tanto per vivere male è proprio da gente decadente.